Militari “cacciavitisti” e unità cinofile scoprono la droga nascosta nel sedile dell’auto: in manette uno sloveno.
Como – Nell’ambito delle quotidiane attività di contrasto ai traffici illeciti presso i valichi di competenza di UADM Lombardia s, nei giorni scorsi il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso il Distaccamento locale di Ponte Chiasso e i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso hanno fermato, presso il valico autostradale di Brogeda, un’autovettura con targa slovena in uscita dal territorio nazionale condotta da un cittadino della medesima nazionalità.
Insospettiti dall’ingente quantità di lattine, merendine e altri rifiuti sparsi sulla moquette, nonché dalla presenza di un seggiolino installato sui sedili in assenza di bambini a bordo, si è ritenuto opportuno approfondire il controllo sulla persona, sui bagagli (pressoché assenti) e sull’automezzo.
Proprio su quest’ultimo si sono concentrati gli accertamenti di natura tecnica svolti dai militari con il supporto delle unità cinofile, i quali, unitamente al personale ADM hanno rinvenuto, all’interno di un capiente doppiofondo ricavato negli schienali dei sedili posteriori, un quantitativo di oltre 10,7 chilogrammi di cocaina, divisi in 10 panetti confezionati con molteplici strati di cellophane.
Al fine di eludere il fiuto delle unità cinofile, il sofisticato sistema di occultamento, realizzato con lamiere ad apertura meccanica, era stato cosparso di polvere di caffè.
Per tale motivo, il trasgressore, arrestato in violazione dell’articolo 73 del T.U. sugli stupefacenti, è stato tradotto presso la casa circondariale di Como Bassone a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Abbiamo raggiunto telefonicamente il tenente colonnello Cristiano Palmerini della Guardia di Finanza di Como per approfondire i dettagli dell’operazione.
Quali elementi vi hanno insospettito durante il controllo dell’auto?
“A insospettirci sono stati diversi elementi – spiega Palmerini – all’interno dell’auto c’erano lattine, confezioni di merendine e altri rifiuti sparsi sulla moquette, oltre a un seggiolino per bambini nonostante il conducente viaggiasse da solo. Inoltre, quando gli abbiamo chiesto quale fosse la sua destinazione, ha fornito risposte vaghe e poco convincenti, limitandosi a dire che era diretto in Svizzera senza indicare una meta precisa”.
Quanto era sofisticato il sistema utilizzato per nascondere la cocaina?
“Si tratta di un sistema di occultamento che riscontriamo con una certa frequenza – continua il tenente colonnello – Nel sedile posteriore era stato ricavato un doppiofondo, azionabile tramite una leva che ne consentiva l’apertura. Per cercare di ingannare le unità cinofile, i panetti di cocaina erano stati cosparsi di caffè, ma è un espediente che non funziona: i nostri cani sono addestrati a individuare comunque la presenza della sostanza stupefacente”.
Qual è il messaggio che questo arresto lancia a chi tenta di attraversare il confine con sostanze stupefacenti?
“Il messaggio è chiaro – conclude Palmerini – chi tenta di attraversare il confine trasportando sostanze stupefacenti deve sapere che i controlli sono costanti e accurati. L’esperienza dei militari specializzati, i cosiddetti “cacciavitisti”, unita al lavoro delle unità cinofile, rappresenta un connubio estremamente efficace nel contrasto al traffico di droga”.