Germania e Francia mettono in luce i limiti italiani: mancano strutture adeguate per una popolazione sempre più anziana.
Roma – L’Italia si conferma ai margini dell’Europa per la dotazione di posti letto ospedalieri e per l’assistenza residenziale. Secondo gli ultimi dati Eurostat, il nostro Paese dispone di appena 311,73 posti letto ogni 100 mila abitanti rispetto a una media UE di 507,35 (il 40% in meno), registrando un calo del 3,3% nell’ultimo decennio che il lieve recupero del 2024 non è riuscito a colmare.
Sul tema è intervenuto il segretario nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano, dichiarando: “Siamo di fronte a un’autentica criticità che mette a rischio il diritto alla salute dei cittadini. La carenza di posti letto si traduce ogni giorno nella sofferenza nei pronto soccorso, in tempi d’attesa interminabili per un ricovero ordinario e in carichi di lavoro ormai insostenibili per tutto il personale sanitario”. Il sindacalista poi prosegue: “Il confronto con la Germania, che vanta oltre il doppio dei nostri posti letto (758,59), o con Francia (533,80) e Belgio (534,17), dimostra tutti i limito del DM 70”.
Anche sul fronte delle RSA e dell’assistenza a lungo termine per la non autosufficienza l’Italia resta indietro rispetto ai partner europei, nonostante l’aumento dei posti letto residenziali saliti a 531,1 ogni 100 mila abitanti nel 2024.
Su questo aspetto, Giuliano ha dichiarato: “Non si può spacciare la riduzione dei posti letto ospedalieri come il fisiologico risultato di un potenziamento del territorio. La verità è che la rete assistenziale e residenziale italiana è ancora debole e incapace di rispondere ai bisogni reali di una popolazione che invecchia rapidamente e con patologie croniche in forte aumento”.
Per uscire da questa emergenza, la UGL Salute chiede al Governo soluzioni immediate e concrete: un piano straordinario per il riequilibrio e l’adeguamento dei posti letto, la valorizzazione del personale e un reale finanziamento della rete delle RSA e delle strutture sociosanitarie.