Medici No Vax radiati durante il Covid, la destra apre alla reintegrazione

Un emendamento approvato alla Camera permetterebbe ai sanitari espulsi dagli Ordini durante la pandemia di chiedere di tornare a esercitare.

Sei gruppi di opposizione, da Partito Democratico a +Europa passando per Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione, hanno diffuso una nota congiunta durissima contro la maggioranza, parlando apertamente di una vergogna senza precedenti. Il timore, condiviso in particolare dai Cinque Stelle, è che la radiazione, sanzione più severa tra quelle previste dagli Ordini professionali, venga di fatto azzerata riaprendo le porte anche a chi, durante l’emergenza sanitaria, avrebbe diffuso teorie mediche prive di riscontri scientifici o contrarie al consenso della comunità medica.

A scatenare la protesta è il nuovo articolo 7-bis, inserito nel disegno di legge sulle professioni sanitarie (Atto Camera 2700) promosso dal ministro della Salute Orazio Schillaci e approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera su proposta di deputati di Fratelli d’Italia. Il provvedimento, pensato più in generale per arginare la medicina difensiva e ridurre le denunce contro i camici bianchi, introduce ora anche un canale straordinario di rientro per i sanitari esclusi dagli albi durante la pandemia per condotte definite “non intenzionali”: questi professionisti potranno presentare domanda di reintegro entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, anche qualora sia ancora pendente un ricorso contro il provvedimento disciplinare. Diverso il caso di chi è stato radiato in seguito a una condanna penale: per costoro la reiscrizione sarà possibile solo dopo aver ottenuto la riabilitazione prevista dalla legge. In nessun caso, comunque, il rientro darà diritto a risarcimenti o al recupero degli stipendi non percepiti durante gli anni di esclusione.

Il testo non fa mai riferimento esplicito ai vaccini anti-Covid, ma il suo destinatario naturale sembra essere chi, in quegli anni, ha perso l’iscrizione all’Ordine per essersi sottratto agli obblighi sanitari imposti durante l’emergenza. Una scelta normativa che ha riportato in Parlamento uno scontro mai davvero sopito: da una parte chi ritiene giusto chiudere definitivamente quel capitolo, dall’altra chi vede nel reintegro dei sanitari radiati un rischio di delegittimazione delle misure adottate a tutela della salute pubblica.

Dopo il via libera in Commissione, l’emendamento è ora parte del disegno di legge, che passerà all’esame dell’Aula della Camera prima di un eventuale approdo al Senato per il via libera definitivo.