Trovato un cadavere nei laghi del Terminillo, potrebbe essere Massimiliano Novelli

Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato scoperto da alcuni pescatori lungo il canale che collega i due specchi d’acqua.

Rieti – Un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato scoperto nei giorni scorsi da alcuni pescatori nel canale della Vergara, nel territorio di Poggio Bustone, il tratto d’acqua che unisce il lago Lungo al Ripasottile. Gli inquirenti non escludono al momento alcuna ipotesi, ma un primo riscontro sembra orientare verso l’identificazione con Massimiliano Novelli, il 55enne reatino scomparso nel dicembre dello scorso anno: le calzature ritrovate addosso alla salma coinciderebbero con quelle che l’uomo indossava il giorno della scomparsa. Solo gli esami avviati in queste ore potranno però dare certezza definitiva.

Se l’ipotesi trovasse conferma, si chiuderebbe una delle vicende più inquietanti degli ultimi mesi nel Reatino, segnata fin dall’inizio da diversi punti oscuri. Sulla scomparsa di Novelli, infatti, restavano dubbi che gli stessi inquirenti non avevano mai del tutto sciolto: pur ritenendo plausibile un allontanamento volontario, si era fatto notare come un’eventuale patologia psichiatrica dell’uomo mal si conciliasse con uno spostamento autonomo e prolungato, senza alcun contatto con l’esterno per settimane. Nell’abitazione dell’amico che lo ospitava, peraltro, i carabinieri non avevano trovato nulla che potesse far pensare a un suo coinvolgimento, mentre restava ignoto se in casa fossero stati rinvenuti documenti, denaro o effetti personali dello scomparso.

Le ricerche sono partite dalla località turistica di Pian de’ Valli sul Terminillo

Poco si sapeva anche del suo profilo privato: originario di Rieti, Novelli aveva aperto negli anni 8 profili Facebook, tutti privi di restrizioni ma ormai fermi da tempo, nei quali comparivano più volte le stesse persone, due bambini e una donna, oltre a una coppia di anziani, presumibilmente i genitori. Ricorrente anche l’immagine di una tigre tatuata sull’avambraccio sinistro, tra altre figure sullo stesso braccio. Nelle foto in cui giocava con i due piccoli, Novelli mostrava un’evidente confidenza affettuosa, pur senza sorridere mai, nemmeno negli scatti in solitaria.

La tigre tatuata sull’avambraccio di Novelli

La sua sparizione risale al 19 dicembre scorso: quella sera l’uomo, ospite da mesi in casa di un amico, aveva telefonato dicendo di non trovare più la strada di casa. L’ultima cella agganciata dal suo telefono sarebbe stata quella di Pian de’ Valli, nota località sciistica del Terminillo, dove Novelli sarebbe sceso da un bus a poca distanza dall’abitazione dell’amico prima di far perdere ogni traccia di sé, forse inoltrandosi lungo la strada regionale o su una delle sterrate che tagliano i boschi della zona.

Due giorni dopo era scattata la denuncia ai carabinieri di Rieti, seguita da una vasta mobilitazione coordinata dalla Prefettura e dalla Procura, che aveva coinvolto altri corpi di polizia, Vigili del Fuoco, Protezione civile con droni e unità cinofile, personale sanitario dell’Asl e i sommozzatori impegnati a dragare diversi specchi d’acqua della zona, incluso proprio il Lago Lungo.

Penelope Lazio aveva pubblicato un report sulla vicenda, mentre nel corso dei mesi alcuni familiari di Novelli si sono rivolti a giornali e tv reatini nella speranza di non veder spegnere l’attenzione sul caso.