La donna ha ricevuto per mesi centinaia di telefonate minacciose e, sopraffatta dalla paura, si è rivolta due volte al pronto soccorso.
San Giovanni Valdarno – I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di un 45enne, ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti della sua ex fidanzata.
In particolare, le indagini hanno consentito di accertare che l’uomo, con condotte reiterate, aveva molestato e minacciato la sua ex, in modo da cagionarle un grave e perdurante stato di ansia e di paura, per il quale in due occasioni si era addirittura dovuta rivolgere al pronto soccorso, nonché un fondato timore per la propria incolumità, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita.
La donna era arrivata a farsi accompagnare dalle colleghe sul luogo di lavoro, nonché dalle amiche quando doveva uscire per alcune commissioni e, in ultimo, a chiedere all’ex coniuge di restare talvolta nella propria abitazione per il timore di restare da sola. Dall’estate del 2025, epoca della rottura del fidanzamento, aveva ricevuto da varie utenze telefoniche centinaia di telefonate minacciose e messaggi offensivi, nonché da falsi profili social, tutti riconducibili all’uomo, scritte diffamatorie e post intimidatori.
In una circostanza, dopo averla incontrata per strada, le aveva sputato in faccia e, in un’altra, era arrivato a impedirle di uscire dalla sua autovettura, bussando insistentemente al finestrino.
Convinto che la donna fosse ritornata con l’ex marito, a sua volta minacciato e offeso, si era in più occasioni appostato sotto casa della vittima, insultandola e minacciandola, anche quando si recava ai cassonetti dell’immondizia per buttare la spazzatura.
Grazie ai gravi indizi di colpevolezza raccolti, la Procura della Repubblica di Arezzo ha chiesto la misura degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale aretino, nei confronti dell’uomo, il quale dovrà adesso indossare anche il braccialetto elettronico e non potrà comunicare con persone diverse da quelle con cui coabita o che lo assistono.