Si rompe il finestrino: resta 5 minuti con la testa fuori dall’aereo

Un uomo di 61 anni ha rischiato di essere risucchiato nel vuoto: è stato salvato dalla cintura ancora allacciata.

Salonicco – Otto minuti dopo il decollo, quando l’aereo era già in salita a 600 chilometri orari, un boato squarcia il silenzio della cabina. Un pezzo del motore destro si stacca e frantuma il finestrino: è l’inizio di un incubo lungo cinque minuti, con la testa e le spalle di un passeggero appese fuori dal Boeing 737, in balìa del vento gelido a migliaia di metri d’altezza. A strapparlo a una morte quasi certa è la moglie, che lo afferra per le gambe e non lo lascia più.

È successo la mattina di venerdì 10 luglio a bordo del volo Ryanair FR1879, decollato dall’aeroporto di Salonicco alle 6.12 locali (le 5.12 in Italia) e diretto a Memmingen, in Germania. L’aereo, un Boeing 737-800 di diciotto anni operato dalla controllata Malta Air, aveva da poco superato i 5.000 metri quando i passeggeri hanno sentito quel rumore descritto da tutti allo stesso modo: “Come se fosse scoppiato uno pneumatico”. Un attimo dopo il vetro è andato in frantumi e la cabina si è depressurizzata di colpo.

“C’è stato il panico con urla e voci perché abbiamo perso quota immediatamente”, ha raccontato un testimone a Radio Salonicco. “Per un momento ho pensato che qualcuno avesse aperto il portellone di emergenza. Gli assistenti di volo hanno perso il controllo. Abbiamo messo tutti subito le maschere. Dal soffitto sono calati i dispositivi d’ossigeno mentre il comandante urlava “Emergency” dagli altoparlanti e iniziava una discesa repentina per stabilizzare la pressione.

Ad avere la peggio è stato un cittadino serbo di 61 anni, seduto proprio accanto al finestrino. Il risucchio lo ha spinto fuori dalla fusoliera fino alle spalle, la testa completamente all’esterno, esposto per cinque minuti a un flusso d’aria a 600 chilometri orari. La moglie lo ha afferrato per le gambe e lo ha trattenuto da sola, prima che altri viaggiatori e alcuni medici a bordo accorressero ad aiutarla. “Per fortuna non si era tolto la cintura di sicurezza”, ha aggiunto un passeggero: è stato probabilmente quel dettaglio a salvargli la vita. L’uomo è stato riportato dentro la cabina e i passeggeri della fila spostati su sedili più sicuri.

Completata la manovra di discesa da 5.000 a 1.800 metri, i piloti hanno invertito la rotta e sono rientrati a Salonicco, dove l’aereo è atterrato regolarmente alle 7.09, dopo 57 minuti di volo. Ad attenderlo in pista ambulanze, vigili del fuoco e polizia. Il serbo, cosciente ma sotto shock, è stato trasferito in ospedale con ustioni da attrito, contusioni e lesioni al collo: le sue condizioni non sono gravi. Altre persone sono state medicate e dimesse dopo controlli precauzionali.

La compagnia ha confermato l’episodio parlando di un finestrino “staccatosi durante il volo” e precisando che i passeggeri sono stati poi trasferiti su un volo sostitutivo, partito alle 9.53. Le autorità dell’aviazione civile greca hanno aperto un’indagine tecnica sul cedimento del motore, con il supporto dell’autorità irlandese e di quella maltese. La dinamica riporta alla memoria un precedente drammatico: nel 2018, negli Stati Uniti, una passeggera di un Boeing 737 della Southwest morì dopo essere stata parzialmente risucchiata da un finestrino rotto da detriti del motore. Stavolta, a Salonicco, è andata diversamente.