L’aggressore, un 27enne algerino irregolare, l’ha colpita al volto con un coltello alla fermata Duomo. E’ stato arrestato.
Milano – Bastano tre parole urlate in faccia a una sconosciuta perché il cuore della città, la piazza più fotografata d’Italia, si trasformi in teatro di violenza cieca. È quanto accaduto nel primo pomeriggio di giovedì 9 luglio, quando una ragazza è stata sfregiata al volto con un coltello sulla banchina della metropolitana, all’altezza della fermata Duomo. Un fendente improvviso, arrivato senza un motivo, senza una lite, senza che i due si fossero mai visti prima. Solo uno sguardo, secondo la ricostruzione, sarebbe bastato a scatenare la furia dell’aggressore.
Erano circa le 15.30 quando, lungo la banchina della linea M3 in direzione Comasina, un uomo si è avvicinato alla giovane e le ha rivolto una frase agghiacciante: “Cosa guardi? Sono uomo e sono musulmano”. Poche sillabe, pronunciate ad alta voce e sentite da diversi testimoni, prima che l’aggressore passasse dalle parole ai fatti, colpendola al volto con un oggetto tagliente.
L’autore del gesto è un 27enne di origini algerine, irregolare sul territorio italiano, bloccato e arrestato poco dopo dalla polizia locale. La vittima, una ragazza poco più che ventenne di origini marocchine e in regola con i documenti, è stata subito soccorsa dal 118 e trasportata in codice giallo al Policlinico, dove i medici ne stanno valutando le condizioni.
Un dettaglio rende ancora più agghiacciante la vicenda: i due non si conoscevano. Nessun rapporto pregresso, nessun conto in sospeso. L’aggressione, secondo i primi accertamenti, sarebbe nata per futili motivi, forse innescata da uno sguardo di troppo interpretato come una provocazione.
Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti gli agenti, che hanno fermato l’uomo e lo hanno condotto negli uffici della polizia locale per gli accertamenti di rito. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di lesioni personali aggravate. Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica e chiarire se dietro il gesto ci sia un movente di odio o il raptus di un soggetto già noto.
Resta l’immagine di una piazza simbolo della città, presa d’assalto ogni giorno da turisti e pendolari, dove nel giro di pochi istanti una giornata qualunque si è tramutata in incubo.