Camion rubati come arieti, il commando saccheggia il centro commerciale

Almeno dieci uomini in azione a Camposampiero. Strade sbarrate con i mezzi Etra, ma la gioielleria nel mirino era chiusa da mesi.

Padova – Sembra la scena di un film d’azione, ed è invece cronaca vera nella notte tra il 3 e il 4 luglio. Un commando di almeno dieci persone ha preso d’assalto il centro commerciale Il Parco di Camposampiero, con una regia studiata nei minimi dettagli. Prima il furto di cinque mezzi pesanti dal vicino deposito della multiutility Etra, poi le strade di accesso sbarrate come in una trappola e infine la razzia dei negozi. Un blitz durato pochi minuti, che ha lasciato dietro di sé danni ingentissimi e un intero paese sotto shock.

Erano circa le una di notte quando la banda è entrata in azione. Con tre furgoni i malviventi hanno bloccato le vie Straelle di San Pietro e dei Prati, così da tagliare la strada alle forze dell’ordine, mentre un altro mezzo Etra veniva usato come ariete per sfondare il cancello carraio secondario del megastore. Una volta dentro, a bordo di auto rubate poco prima da un’autofficina della zona, hanno abbattuto le vetrine e fatto razzia di merce.

Nel mirino sono finiti il negozio di calzature Quellogiusto e la profumeria Beauty Star, quest’ultima già bersaglio di furti in passato, l’ultimo lo scorso autunno. Danneggiate anche altre vetrine, tra cui quella dell’Iperlando. Ma il vero obiettivo dei ladri sarebbe stato un altro: la vecchia gioielleria Stroili Oro, che i banditi hanno sfondato per poi scoprire, troppo tardi, che era chiusa da mesi e vuota. Di gioielli, neanche l’ombra. Il valore del bottino portato via dagli altri negozi è ancora in corso di quantificazione.

Quando sono arrivati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cittadella, dei malviventi non c’era più traccia. Ora le indagini, sotto la supervisione del comando provinciale, puntano sulle immagini della videosorveglianza privata, mentre gli investigatori setacciano fossati e campagne della zona alla ricerca delle auto usate per la spaccata.

A denunciare l’isolamento dei commercianti è Fabio Celeghin, ceo del Gruppo DMO: “Dopo episodi come questo non arriva mai una telefonata, mai qualcuno che venga a chiedere di cosa abbiamo bisogno. Ci si ritrova semplicemente a raccogliere i pezzi e a ripartire”. Dura anche Etra, costretta a sospendere parte della raccolta rifiuti per i mezzi danneggiati: “Un attacco vile e intollerabile”, tuona il presidente Flavio Frasson, “i mezzi destinati al servizio pubblico usati come strumenti di distruzione”.

Solidarietà è arrivata dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani “non un semplice furto, ma un’azione criminale organizzata nei dettagli” – e dalla sindaca Katia Maccarone: “Un episodio pesante, dopo quello di meno di un anno fa. Sono bande organizzate che imperversano sul territorio. Mi auguro che questi delinquenti seriali vengano al più presto fermati”.