Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo a giudizio

Il reato contestato è di interferenze illecite nella vita privata, in merito alla diffusione di una conversazione tra l’allora ministro Sangiuliano e la moglie.

Roma – Si allarga il fronte giudiziario che vede coinvolta Maria Rosaria Boccia, già imputata per stalking aggravato, e ora chiamata a rispondere, insieme al giornalista Carlo Tarallo, anche di interferenze illecite nella vita privata. Il nuovo procedimento, la cui udienza predibattimentale è stata fissata per il 3 dicembre 2026, riguarda la diffusione di frammenti di una telefonata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, durante la quale l’allora ministro avrebbe rivelato alla consorte la relazione con Boccia.

Le Pm Giulia Guccione e Barbara Trotta, titolari del fascicolo, ipotizzano che i due imputati abbiano collaborato nella diffusione del materiale attraverso diverse azioni compiute in momenti distinti ma riconducibili a un unico piano. Quanto alla registrazione, la Procura ritiene che Boccia l’abbia ottenuta impedendo a Sangiuliano di chiudere la chiamata mentre parlava con la moglie, avvertendolo che in caso contrario si sarebbe presentata nell’abitazione della coppia. Il materiale sarebbe poi comparso sui social, oltre che sul sito personale di Boccia.

A questo procedimento si affianca quello, distinto, che si apre a ottobre e che vede Boccia imputata per accuse ben più ampie: stalking aggravato, lesioni, diffamazione, interferenze illecite nella vita privata e false dichiarazioni nel curriculum relative alla sua attività di organizzatrice di eventi.