Le mani al collo della moglie di 82 anni, poi spariscono 240mila euro

L’uomo, di 85 anni, ha violato più volte il divieto di avvicinamento, ora rischia il braccialetto elettronico.

L’Aquila – Sessant’anni di vita condivisa, un patrimonio costruito insieme, e un epilogo che trasforma il focolare domestico in un incubo giudiziario. Un pensionato di 85 anni è indagato a piede libero dalla Procura de L’Aquila per maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni ai danni della moglie, una donna di 82 anni. L’accusa più grave: durante l’ennesimo litigio tra le mura di casa avrebbe stretto le mani attorno al collo della consorte, tentando di strangolarla. Un gesto che ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri e una spirale di provvedimenti giudiziari sempre più severi.

La vicenda, riportata da Il Messaggero, racconta una lunga serie di liti e comportamenti vessatori consumati all’interno dell’abitazione coniugale. L’episodio del tentato strangolamento, avvenuto pochi giorni fa, sarebbe soltanto l’ultimo atto di una convivenza diventata insostenibile. A coordinare le indagini è il pm Roberta D’Avolio, che fin dall’inizio ha chiesto al giudice misure cautelari a tutela della donna.

Il Gip aveva disposto l’allontanamento immediato dell’uomo dalla casa familiare e il divieto di avvicinarsi alla moglie entro un raggio di 500 metri. Provvedimenti che, sulla carta, avrebbero dovuto garantire la sicurezza della vittima. Ma il pensionato li ha violati più volte, costringendo l’autorità giudiziaria a inasprire le prescrizioni: la distanza minima è stata raddoppiata, portata a un chilometro.

Oggi l’85enne vive in un bed and breakfast, lontano dall’abitazione dove la donna continua a risiedere. A seguire il caso sono i carabinieri della stazione di Tornimparte, diretti dal luogotenente Antonello Cattivera, intervenuti più volte per dare esecuzione ai provvedimenti del giudice e impedire che la situazione degenerasse ulteriormente. Dopo il primo allontanamento, l’uomo non si è nemmeno presentato all’udienza fissata in Tribunale, un comportamento che ha aggravato la sua posizione.

Ma la vicenda ha anche un risvolto economico che gli investigatori stanno cercando di chiarire. Parallelamente all’inchiesta per maltrattamenti, sono in corso accertamenti sulla destinazione di circa 240mila euro, patrimonio condiviso con la moglie, che il pensionato avrebbe dirottato verso un investimento a titolo privato. Indagini in corso per verificare la natura dell’operazione e l’eventuale rilevanza patrimoniale.

Ora, assistito dall’avvocato Roberto Lepidi, l’85enne si trova davanti a un bivio imposto dal giudice dopo l’ultima violazione: accettare l’applicazione del braccialetto elettronico oppure presentarsi due volte alla settimana alla stazione dei carabinieri di Tornimparte per l’obbligo di firma.