Auto piomba in mare al porto: morto un uomo

Il dramma è avvenuto al molo Ronciglio di Trapani. A inizio giugno nello stesso punto morì Vito Croce, 54 anni.

Trapani – C’è un punto del porto di Trapani che sta diventando un luogo maledetto. Il molo Ronciglio, dove i pescherecci dondolano pigri sotto il sole siciliano, questa mattina si è trasformato per la seconda volta in meno di un mese nello scenario di una tragedia. Un uomo è stato ritrovato senza vita nell’abitacolo di una Kia Picanto sprofondata nelle acque del porto, inghiottita dal mare in circostanze ancora tutte da chiarire.

L’allarme è scattato nelle prime ore della mattinata di sabato 27 giugno, quando qualcuno ha notato le tracce dell’auto scomparsa dalla banchina. Una macchina dei soccorsi imponente si è messa immediatamente in moto: sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del comando di Trapani, affiancati dai sommozzatori fatti confluire appositamente dal comando di Palermo per le operazioni subacquee.

I sub si sono immersi nelle acque scure del fondale, hanno individuato la vettura e recuperato la salma dell’uomo, la cui identità non è stata ancora resa nota. Subito dopo, l’autogru dei vigili del fuoco ha sollevato la piccola utilitaria dal fondo del mare, riportandola sulla banchina per consentire i rilievi tecnici necessari alla ricostruzione della dinamica. L’intera area del molo è stata transennata e messa in sicurezza.

Le indagini sono affidate ai militari della guardia di finanza, intervenuti sul posto sin dai primi istanti. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti e, al momento, non escludono alcuna pista: tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella del gesto volontario.

A rendere questa vicenda ancora più inquietante è la sinistra coincidenza con quanto accaduto nello stesso identico punto appena tre settimane fa. L’8 giugno scorso, sempre dal fondale del molo Ronciglio, era stato recuperato il corpo di Vito Croce, 54 anni, imbianchino residente a Casa Santa, frazione di Erice.

L’uomo era scomparso dalla propria abitazione la notte del 18 maggio, allontanandosi a bordo della sua Lancia Musa senza più fare ritorno. Aveva lasciato a casa il cellulare e i farmaci che assumeva per una patologia cronica, elementi che avevano reso l’allarme dei familiari ancora più urgente. Il suo corpo fu ritrovato all’interno dell’auto, a circa dieci metri dalla banchina. Anche in quel caso, gli inquirenti non esclusero alcuna ipotesi.

Due tragedie gemelle, consumate nello stesso angolo di porto, a distanza di pochi giorni.