Nuova tecnologia elettrica riduce incidenti e ribaltamenti nei campi con un progetto innovativo che unisce ricerca e sicurezza.
In un momento d’oro per l’agricoltura e l’agroalimentare italiani, motore della nostra economia con il 15% dell’intero PIL nazionale e oltre 44 miliardi di euro di valore aggiunto, numeri che le assicurano il primo posto nell’Unione Europea, il nostro Paese deve fare i conti con l’aumento degli incidenti mortali nei campi. Ogni anno si registrano circa 140 incidenti mortali causati esclusivamente dal ribaltamento dei trattori.
Un dato che riflette sia le criticità geografiche delle nostre colture specializzate, sia l’età media dei conduttori (67 anni, con picchi tra i 70 e gli 80), sia l’inefficacia delle protezioni tradizionali come i roll-bar abbattibili che spesso vengono lasciati in posizione orizzontale dagli operatori per riuscire a lavorare sotto le chiome o nelle serre.
La risposta oggi si chiama Compact Tractor 4.0, finanziato dall’INAIL (Bando BRIC) e sviluppato in stretta sinergia tra l’Università degli Studi della Tuscia (Unitus), l’Università degli Studi di Milano (Unimi) e l’Università Niccolò Cusano (Unicusano). Il prototipo funzionante di trattore ribassato, a profilo compatto e a propulsione 100% elettrica, è destinato a cambiare radicalmente gli standard della meccanizzazione nei vigneti, nei frutteti e nelle colture in serra. Per Unicusano, le attività progettuali sono state sviluppate dall’HYBRID Lab del Dipartimento di Ingegneria, gruppo di lavoro attivo sui temi dell’energia, della mobilità sostenibile e dei sistemi ibridi, con il coordinamento scientifico delle attività progettuali da parte della Prof.ssa Barbara Mendecka.
Sicurezza assoluta: la fine della cabina “trappola”
Nei trattori tradizionali da frutteto, l’altezza complessiva supera quasi sempre il metro e settanta, costringendo i produttori a montare archi di protezione mobili. Il Compact Tractor 4.0 rompe questo schema. Grazie all’eliminazione totale dell’ingombrante tunnel centrale della trasmissione meccanica e al posizionamento laterale e ribassato di motore e batterie, l’altezza totale del mezzo scende di ben 20 centimetri, rimanendo sotto il metro e sessanta complessivo.
Questa straordinaria compattezza ha permesso di installare una struttura di protezione fissa (ROPS) a 4 montanti, conforme alle severe normative europee, garantendo sicurezza e protezione all’agricoltore. Inoltre, la propulsione elettrica cancella la necessità del tradizionale albero cardanico, riducendo drasticamente il pericolo di impigliamento degli abiti del lavoratore durante l’uso di attrezzature collegate.
Sostenibilità: -65% di emissioni di gas serra
Il passo in avanti del Compact Tractor è mosso verso la transizione ecologica. I dati scientifici raccolti durante i test dimostrano che il trattore compatto full-electric produce appena 5 kg di CO2 per ettaro lavorato contro i ben 15 kg emessi da un equivalente modello diesel: un taglio netto del -65% emissioni di gas serra, destinato ad azzerarsi totalmente in caso di ricarica da fonti rinnovabili.
L’assenza del motore termico abbatte drasticamente anche l’inquinamento acustico e le vibrazioni a bordo, migliorando il comfort dei lavoratori.
Compact tractor, cloud e centralina per rivoluzionare il mondo dei trattori
Il veicolo è una vera e propria centrale dati ambulante. Equipaggiato con una centralina ECU evoluta e sistema BMS ideati dal team di ricerca, il mezzo monitora in tempo reale quattro domini chiave: motore, batterie, driveline e sterzo, incrociandoli con parametri ambientali e di geolocalizzazione. I dati vengono trasmessi via wireless a un’infrastruttura cloud e visualizzati su una dashboard interattiva. Questa architettura non solo permette una manutenzione predittiva semplificata, riducendo i fermi macchina, ma predispone già il veicolo per la guida assistita e autonoma e per l’integrazione di sistemi di sicurezza proattivi anticollisione.
Con una stabilità certificata secondo i requisiti del Regolamento UE 167/2013, il Compact Tractor 4.0 si candida ufficialmente a diventare il nuovo punto di riferimento per l’agricoltura di precisione: una tecnologia pionieristica, italiana e sostenibile, capace di difendere l’economia del Paese salvando, prima di tutto, vite umane.