L’uomo, di 50 anni, è finito a processo: deve rispondere dei reati di tentate lesioni, minacce aggravate e danneggiamento.
Ferrara – La dolorosa perdita della propria cagnolina durante un delicato intervento chirurgico che si trasforma in una cieca e incontrollabile furia distruttiva. È lo scenario inquietante al centro del processo approdato nei giorni scorsi davanti al giudice monocratico Giuseppe Palasciano del Tribunale di Ferrara. Sul banco degli imputati siede un uomo di 50 anni, residente nella provincia estense, chiamato a rispondere dei reati di tentate lesioni, minacce aggravate e danneggiamento.
I fatti risalgono all’8 febbraio del 2024, quando l’ambulatorio di un noto medico veterinario della città è diventato il teatro di una vera e propria spedizione punitiva, sventata soltanto grazie a una clamorosa coincidenza temporale.
Secondo l’impianto accusatorio formulato dalla Procura di Ferrara, la scintilla è scoccata non appena l’imputato è stato informato dalla moglie del decesso della loro cagnolina, un esemplare di razza Shih Tzu che si trovava sotto i ferri per un’operazione. Sconvolto dalla notizia, il 50enne si è precipitato nella clinica veterinaria con l’unico obiettivo di farsi giustizia da solo e vendicare l’animale.
Una volta fatto irruzione nei locali della struttura, la situazione è degenerata nel giro di pochi istanti. L’uomo si è scagliato contro il veterinario che aveva eseguito l’intervento chirurgico, sferrando un violentissimo pugno diretto al volto. Soltanto i riflessi pronti del professionista, che è riuscito a scartare di lato all’ultimo secondo, hanno evitato l’impatto.
Subito dopo il colpo a vuoto, sono scattate le intimidazioni verbali. Agli atti dell’inchiesta è finita la frase urlata dall’uomo all’indirizzo del medico: “Mi hai ammazzato il cane. Questa me la paghi, ti ammazzo”. Non essendo riuscito a colpire il veterinario, il 50enne ha sfogato la sua rabbia contro gli arredi dell’ambulatorio, distruggendo un vaso ornamentale e sradicando due interruttori della luce dalle pareti.
A evitare un epilogo ben più drammatico e a tutelare l’incolumità del medico è stato un puro colpo di fortuna. In quegli stessi minuti, infatti, nella sala d’aspetto della clinica si trovavano casualmente alcuni agenti del Nucleo Cinofilo della Polizia Locale “Terre Estensi”, che avevano accompagnato nella struttura i cani antidroga del comando per una normale visita di controllo.
Attirati dal forte trambusto, dalle urla e dai rumori di oggetti infranti provenienti dalle stanze sul retro, i poliziotti sono intervenuti immediatamente, bloccando l’aggressore, riportando la calma e procedendo alla sua identificazione.
L’attività d’indagine condotta successivamente dai militari ha portato alla citazione diretta a giudizio del cinquantenne, che in tribunale è assistito dagli avvocati difensori Francesco Andriulli e Guido Guida. L’ultima udienza si è conclusa con un rinvio tecnico al prossimo mese di ottobre a causa di un legittimo impedimento dell’imputato. Nel frattempo, il veterinario aggredito ha formalizzato la richiesta di costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni fisici e morali patiti, assistito dall’avvocato Michele Ciaccia.