La caccia all’uomo si chiude in meno di 24 ore. L’Audi Q7 era stata abbandonata a Pioltello. La Procura ipotizza l’omicidio stradale.
Milano – La caccia all’uomo si è conclusa in meno di 24 ore. È stato rintracciato e fermato a Monza il conducente del Suv Audi Q7 che lunedì sera ha forzato un posto di blocco nel quartiere milanese di Ponte Lambro, scatenando il folle inseguimento in cui ha perso la vita l’agente della polizia locale Francesco Imprezzabile. Insieme al pirata della strada, le autorità hanno bloccato una seconda persona che si trovava a bordo del veicolo durante la fuga.
La svolta nelle indagini è scattata nel pomeriggio di martedì 23 giugno, grazie a un’operazione congiunta condotta dagli agenti della polizia locale di Milano e dai colleghi del comando di Monza. Gli investigatori, analizzando i varchi stradali e seguendo le tracce lasciate dai fuggitivi dopo l’abbandono del mezzo, sono riusciti a localizzare i due sospettati nel capoluogo brianzolo. Entrambi sono stati condotti in comando per le procedure di identificazione e per l’esecuzione del fermo.
Il drammatico episodio si è consumato intorno alle 21:30 di lunedì. Il conducente del grosso Suv non si era fermato all’alt imposto durante un normale controllo stradale nella periferia milanese. L’agente Imprezzabile, 39 anni, si era immediatamente messo all’inseguimento del mezzo a bordo della sua moto d’ordinanza, tallonandolo fino al territorio di Peschiera Borromeo, in via Milano.
Proprio lì, nei pressi della recinzione perimetrale dell’aeroporto di Linate, si è verificato il drammatico epilogo: il 39enne è caduto rovinosamente dalla moto, riportando traumi fatali al cranio e al torace che ne hanno causato il decesso poco dopo l’arrivo all’ospedale Niguarda.
Dopo l’incidente, i fuggitivi erano riusciti a far perdere temporaneamente le proprie tracce, guidando fino a Pioltello. Lì hanno abbandonato l’Audi Q7 in strada, dove il veicolo è stato individuato, circondato e sequestrato in mattinata dalle forze dell’ordine per i rilievi scientifici.
La posizione dei due fermati è ora al vaglio degli inquirenti. Sul caso indaga formalmente la Procura della Repubblica di Milano, sotto il coordinamento del pubblico ministero Francesca Crupi. Le indagini, condotte sul campo con il supporto della polizia stradale, si muovono su un perimetro giudiziario estremamente severo: il fascicolo d’inchiesta ipotizza infatti i reati di omicidio stradale e fuga pericolosa.