Difende l’amico da un’aggressione omofoba e viene presa a pugni

Un gruppo di maranza, dopo aver deriso e insultato pesantemente un trentenne, si è scagliato con violenza contro la giovane che ha reagito alle provocazioni.

Bologna – Una serata di lavoro come tante in un locale pubblico, il viaggio di ritorno verso casa a bordo di un autobus notturno e, all’improvviso, il palcoscenico della violenza e dell’intolleranza. È un racconto di profonda amarezza e violenza quello affidato ai microfoni dell’emittente locale Ètv da due amici bolognesi, entrambi sulla trentina, rimasti vittime di una brutale aggressione a sfondo omofobo nella notte tra venerdì e sabato scorsi nella zona di Saragozza.

Il bilancio dell’ennesimo episodio di intolleranza della movida cittadina parla di insulti pesanti, minacce e di una ragazza ferita al volto, con una frattura al naso e venti giorni di prognosi rilasciati dai medici del pronto soccorso.

Secondo quanto ricostruito dai due giovani, le provocazioni sono iniziate non appena sul mezzo pubblico è salita una banda composta da circa dieci ragazzini, descritti dalle vittime come i classici maranza: giovanissimi, vestiti di nero con canotte e pantaloncini corti, accomunati dallo stesso taglio di capelli. Il gruppo ha messo immediatamente nel mirino il trentenne, scatenando una serie di provocazioni verbali legate al suo aspetto estetico.

Il branco si è avvicinato chiedendo con insistenza: “Che razza sei, che razza sei?”. Di fronte ai tentativi del giovane di smorzare i toni replicando di essere semplicemente italiano, i ragazzini hanno alzato il tiro e hanno iniziato a urlare: “Se hai il capello lungo e lo smalto, perché hai la barba?”, prima di passare alle offese dirette, ai cori denigratori e agli insulti omofobi più beceri.

Di fronte alla violenza verbale crescente e alla netta percezione di un pericolo imminente, la collega e amica del trentenne ha tentato di intervenire per disinnescare la situazione e proteggere l’amico, rivolgendosi ai componenti del branco con ironia: “Ho detto loro: ‘Vedi che chiamo tua mamma così ti sculaccia, perché erano obiettivamente dei ragazzini”.

La risposta del branco è stata immediata e violentissima. Uno dei minorenni, che secondo la vittima “non aspettava altro che un pretesto o una provocazione”, si è scagliato contro di lei colpendola con un violentissimo cazzotto in pieno viso. L’impatto è stato devastante: la giovane ha iniziato a perdere molto sangue e l’indomani, all’ospedale, le è stata diagnosticata la frattura scomposta delle ossa nasali.

L’aspetto più desolante dell’intera vicenda, come sottolineato con amarezza dai due trentenni, riguarda il comportamento degli altri passeggeri presenti a bordo del bus notturno durante le fasi concitate del pestaggio.

Nessuno degli uomini adulti presenti è intervenuto in nostro aiuto; sono rimasti a guardare il telefono, ignorando completamente la situazione”, denunciano le vittime.

Gli unici cenni di solidarietà sono arrivati da alcune ragazze e da un giovane passeggero che ha lasciato i propri dati personali per rendersi disponibile a testimoniare davanti all’autorità giudiziaria.

Sul posto, subito dopo l’aggressione, sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Bologna, che hanno avviato i primi accertamenti e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza del mezzo pubblico per identificare i membri del gruppetto.

“Non voglio che l’attenzione si concentri solo sul pugno – ha concluso la ragazza ferita – perché il vero problema sta alla base. Sta nel fatto che, con questa arroganza e questa prepotenza, certe persone continuano a pensare di poter fare tutto ciò che vogliono con la vita e la personalità degli altri. Non è normale non poter tornare a casa da lavoro in tranquillità: noi ci sentiamo in pericolo tutti i giorni”.