Nordio e il patentino antifascista: scoppia il caso

Il ministro della Giustizia critica la proposta degli organizzatori di Più Libri Più Liberi e riaccende il dibattito.

Roma – La discussione è scoppiata nel giro di poche ore e ha finito per coinvolgere anche i vertici della politica nazionale. Al centro del dibattito c’è la decisione degli organizzatori di “Più Libri Più Liberi” di introdurre quello che molti hanno già ribattezzato un “patentino antifascista”, una scelta che ha acceso più di una polemica.

A intervenire è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che non ha usato mezzi termini. “Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini“. Una considerazione che, secondo il ministro, mette in luce una contraddizione difficile da ignorare.

Nordio punta infatti il dito sul cosiddetto Codice Rocco, ancora oggi alla base del sistema penale italiano. Da qui la sua osservazione: “È proprio un paradosso che si pretendano attestazioni di antifascismo da chi non vuole cambiare un codice firmato da Mussolini”.

La vicenda ha fatto rapidamente il giro degli ambienti politici e culturali. Non è la prima volta che la manifestazione dedicata alla piccola e media editoria finisce sotto i riflettori, ma stavolta il tema ha toccato un nervo scoperto. Del resto, quando si entra in certi argomenti, basta una scintilla per far volare gli stracci.

L’evento, che come ogni anno si terrà a dicembre negli spazi della Nuvola all’Eur, a Roma, riunisce centinaia di editori provenienti da tutta Italia.