Rapine alle banche passando dalle fogne, smantellata la banda del “buco”

I malviventi scavavano cunicoli nel sottosuolo per raggiungere i caveaux. Dodici le persone arrestate, di cui 7 in carcere e 5 ai domiciliari.

Caserta – Con tute integrali, mascherine, cappucci e guanti di gomma per non lasciare tracce entravano in azione dal sottosuolo, sbucando direttamente nei caveaux delle banche dopo aver scavato cunicoli nella rete fognaria. I componenti di un’organizzazione specializzata in rapine sono stati arrestati dai poliziotti della Squadra Mobile di Caserta, che hanno eseguito 12 misure cautelari, di cui 7 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura del Tribunale di Napoli Nord.

Le accuse per gli indagati sono associazione per delinquere finalizzata alle rapine a mano armata e detenzione abusiva di armi da guerra.

Le indagini sono state avviate in seguito alla rapina realizzata il 16 gennaio 2023 presso la Banca Popolare di Milano di Giugliano in Campania, nel corso della quale alcune persone, con il volto coperto e armate, si erano introdotte all’interno della banca attraverso un tunnel, sbucando dal pavimento tramite un foro di appena 40-50 centimetri, collegato direttamente alle fogne cittadine.

Gli investigatori inizialmente si erano concentrati sui “pali” della banda, i complici rimasti all’esterno a sorvegliare la zona, e da quelle prime informazioni sono riusciti a ricostruire l’intera struttura organizzativa del gruppo.

Grazie al supporto delle intercettazioni telefoniche, ambientali e di videosorveglianza, i poliziotti della Mobile di Caserta hanno accertato che il “colpo” a Giugliano in Campania non era un caso isolato e che il gruppo criminale era caratterizzato da una rigida e scientifica spartizione dei ruoli. La banda avrebbe infatti già pianificato e tentato altre due rapine con la tecnica del “buco”, prendendo di mira gli uffici postali di Giugliano in Campania e Villaricca.

Dalle indagini è emerso che la banda, oltre a utilizzare un equipaggiamento da professionisti, univa anche una profonda conoscenza del sottosuolo e delle tecniche di scavo. L’operazione si è avvalsa anche della partecipazione dei poliziotti dei Commissariati della provincia di Caserta, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile e di un elicottero della polizia di Stato.