Maxi controlli al mercato: scattano sequestri e multe salate

L’operazione congiunta porta alla luce numerose irregolarità: trovati prodotti ittici deteriorati, gravi carenze igieniche e violazioni delle norme sulla sicurezza alimentare.

Roma – Il mercato rionale del quartiere Primavalle è stato teatro, negli ultimi giorni, di un dispositivo poliedrico coordinato dalla Questura, che ha visto impegnati in un’azione sinergica agenti della polizia di Stato del XIV Distretto Primavalle e della Capitaneria di Porto di Fiumicino, insieme a personale dell’ASL RM 1 e dell’Ispettorato del Lavoro. L’intervento, sviluppato nell’ambito di una più ampia strategia di presidio del territorio e tutela della salute pubblica, ha interessato l’intera area mercatale attraverso verifiche mirate sui profili amministrativi, igienico-sanitari e lavoristici. Mentre gli accessi venivano monitorati dagli operatori impegnati nei servizi di vigilanza, all’interno della struttura sono stati sottoposti a controllo esercizi commerciali, depositi, lavoratori e prodotti destinati alla vendita.

Particolarmente significativo è risultato il bilancio delle ispezioni amministrative effettuate presso le attività commerciali del settore ittico. L’azione sinergica tra polizia di Stato, Capitaneria di Porto e personale sanitario ha consentito di verificare il rispetto della normativa in materia di tracciabilità degli alimenti, corretta conservazione dei prodotti, condizioni igienico-sanitarie e requisiti strutturali degli esercizi.

Gli accertamenti hanno lasciato emergere numerose irregolarità che hanno comportato l’elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 6.000 euro, nonché il sequestro ed il blocco ufficiale di oltre 50 chilogrammi di alimenti.

Nel dettaglio, tre attività dedite alla vendita di prodotti ittici sono state sanzionate per la commercializzazione di pesce risultato privo della prescritta documentazione di tracciabilità e conservato in condizioni non conformi alla normativa di settore.

Tra le principali criticità riscontrate figura il mancato funzionamento delle celle destinate alla produzione del ghiaccio, all’interno delle quali erano custoditi oltre tre chilogrammi di pesce in avanzato stato di deterioramento. In un ulteriore esercizio commerciale, invece, il prodotto ittico veniva mantenuto a temperatura ambiente, immerso in acqua stagnante.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato diverse carenze strutturali, tra cui l’assenza di adeguati sistemi di protezione dagli infestanti, la mancanza di acqua calda ed il posizionamento di banchi refrigerati in aree esterne non conformi alle prescrizioni previste per la vendita degli alimenti.

Il quadro complessivo emerso dai controlli ha evidenziato violazioni che spaziano dall’assenza della tracciabilità dei prodotti alla cattiva conservazione degli stessi, fino al mancato rispetto dei protocolli HACCP e delle prescrizioni strutturali previste dalla normativa vigente.

L’attività ispettiva ha interessato anche un ristorante cinese della zona, dove le gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate, unitamente alle violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ed alla mancata tracciabilità degli alimenti, hanno determinato l’immediata sospensione dell’attività di ristorazione.

All’interno della cucina gli operatori hanno accertato la presenza di diffuse condizioni di degrado, con sporco sedimentato sulle superfici, frigoriferi non funzionanti, assenza di adeguati sistemi di aerazione e persino un volatile che si muoveva liberamente tra gli ambienti destinati alla preparazione degli alimenti.

Analogo il quadro rilevato negli spazi destinati alla somministrazione, caratterizzati da accumuli di polvere e sporcizia, pareti interessate da fenomeni di muffa ed ampie porzioni prive di intonaco. La terrazza del locale è risultata, inoltre, trasformata in un deposito improvvisato, con materiale accatastato tale da ostacolare il passaggio.

Nel corso delle verifiche sono stati rinvenuti, all’interno dei congelatori, alimenti a base di carne e pesce già sottoposti a processi di scongelamento e successivo ricongelamento, oltre che privi della necessaria documentazione attestante la provenienza.

Le gravi criticità accertate hanno determinato la chiusura dell’esercizio commerciale ed il contestuale sequestro degli alimenti risultati non idonei al consumo e privi di tracciabilità.

Complessivamente, nel corso delle operazioni, sono state identificate 30 persone, di cui 4 cittadini stranieri.