Molesta ragazzino in confessionale: parroco ai domiciliari

Il parroco, di 69 anni, si è difeso parlando di un “rito di purificazione dal demonio”. Disposti i domiciliari con l’obbligo di braccialetto elettronico.

Lecce – Le accuse di molestie su un minorenne all’interno dell’ombra protettiva del confessionale sono costate l’arresto a un sacerdote di 69 anni. Il parroco, in servizio all’interno della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, è stato sottoposto alla misura cautelare ai domiciliari. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il prete ha respinto fermamente ogni addebito, fornendo una linea difensiva singolare: ha sostenuto che i contatti fisici con il minore fossero finalizzati a un presunto “rito di purificazione” spirituale.

L’inchiesta ha preso il via a seguito della denuncia presentata dalla madre del ragazzino. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base delle dichiarazioni del giovane, gli episodi di molestie sarebbero stati almeno tre, concentrati in un ristretto arco temporale di pochi mesi, compreso tra novembre e maggio. Il sacerdote avrebbe sfruttato il momento del sacramento della confessione per compiere gli abusi.

Il provvedimento restrittivo, eseguito nei giorni scorsi dagli agenti della polizia di Stato, è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Francesco Valente, accogliendo in pieno la richiesta formulata dal sostituto procuratore Erika Masetti. Oltre alla detenzione domiciliare, il gip ha imposto al 69enne l’applicazione del braccialetto elettronico.

Durante il faccia a faccia con il magistrato per l’interrogatorio di garanzia, il sacerdote ha professato la propria innocenza rispetto alle ipotesi di reato contestate. Il religioso ha provato a giustificare i palpeggiamenti e i contatti con la vittima asserendo che si trattava di passaggi necessari a un rituale di purificazione, che a suo dire sarebbe stato esplicitamente richiesto dallo stesso ragazzino poiché riteneva di essere posseduto dal demonio.