Al vaglio dei carabinieri le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare il responsabile.
Pescara – Quaranta minuti di terrore in centro per un ragazzo di 18 anni, bloccato e minacciato mentre stava tornando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. L’aggressione è avvenuta nella tarda serata di sabato scorso in corso Vittorio Emanuele, nei pressi della sede centrale delle Poste.
Secondo quanto denunciato, il giovane sarebbe stato avvicinato da un italiano poco più che ventenne, apparentemente senza fissa dimora e in evidente stato di alterazione psicofisica. L’uomo avrebbe costretto il ragazzo a seguirlo fino a uno sportello bancomat, obbligandolo a prelevare e consegnargli 70 euro.
Per mantenere il controllo sulla vittima ed evitare tentativi di fuga o richieste di aiuto, il presunto aggressore avrebbe fatto leva su pesanti intimidazioni psicologiche, mostrando i propri tatuaggi e raccontando di aver trascorso cinque anni in carcere per tentato omicidio.
Sul caso indagano ora i carabinieri della Compagnia di Pescara, che stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare il responsabile e verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili. A raccontare il dramma vissuto dal figlio è stata la madre del 18enne, che a Il Centro ha parlato di “un incubo che ha traumatizzato tutta la famiglia”.
“Immaginate cosa significhi a 18 anni sentirsi intrappolato, minacciato e senza via di fuga per così tanto tempo”, ha spiegato la donna. Secondo quanto riferito dalla famiglia, altri adolescenti della zona avrebbero subito aggressioni analoghe, in alcuni casi anche con violenze fisiche.
Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il giovane agisse da solo oppure facesse parte di un gruppo dedito a intimidazioni e rapine ai danni dei ragazzi che frequentano il centro cittadino.