Omicidio Bakari Sako, un’ambulanza passò durante il pestaggio ma non si fermò

Nell’inchiesta è comparso un nuovo elemento destinato ad alimentare interrogativi e polemiche: si tratta di un filmato acquisito dal sistema di videosorveglianza di piazza Fontana.

Taranto – Proseguono le indagini sull’omicidio di Bakari Sako, il 35enne originario del Mali ucciso a coltellate durante una brutale aggressione di gruppo mentre stava andando al lavoro in bicicletta. Nell’inchiesta è comparso un nuovo elemento destinato ad alimentare interrogativi e polemiche: un filmato acquisito dal sistema di videosorveglianza di piazza Fontana che mostrerebbe il passaggio, con una breve sosta, di un’ambulanza proprio negli istanti in cui il pestaggio era ancora in corso oppure si era appena concluso.

Il video è stato prodotto dai difensori degli indagati davanti al Tribunale del Riesame, dove verrà chiesta la revoca delle misure cautelari o l’applicazione di provvedimenti meno severi. Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, la richiesta ufficiale di soccorso al 118 sarebbe partita soltanto alle 5.34 dal cellulare di una donna, mentre l’ambulanza sarebbe arrivata sul posto alle 5.39. Proprio per questo il filmato ora apre nuovi interrogativi investigativi.

Gli inquirenti dovranno chiarire se il mezzo ripreso dalle telecamere appartenesse effettivamente al servizio 118 e se la sua presenza in piazza Fontana fosse casuale oppure collegata al’’aggressione. In quest’ultimo caso, resta da capire perché l’ambulanza si sia allontanata senza intervenire. Al momento il 118 avrebbe riferito di non avere riscontri sulla presenza di un proprio mezzo in quella zona a quell’ora.

Tra i quesiti affidati al medico legale Roberto Vaglio, incaricato dell’autopsia eseguita nei giorni scorsi, c’è anche quello relativo alla possibilità che Bakari Sako potesse essere salvato con un intervento tempestivo dei soccorsi. Gli investigatori stanno inoltre verificando se qualcuno abbia tentato di attirare l’attenzione del personale sanitario durante il passaggio del mezzo.

Per l’omicidio del 35enne risultano indagati Fabio Sale, 20 anni, Cosimo Colucci, 22 anni, e quattro minorenni. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe accerchiato Sako mentre si recava al lavoro, colpendolo con pugni, calci e tre coltellate inferte da un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 15 anni.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza ricostruirebbero tutte le fasi dell’aggressione fino al trascinamento del corpo all’esterno del bar Fontana, locale nel quale la vittima avrebbe cercato rifugio. Il titolare dell’attività è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento.