Terrore nella notte dopo l’incursione oltre la sbarra di sicurezza. Resta il mistero sui motivi del gesto: indagini a tutto campo.
Torino – Un dramma a notte fonda, arrivato come un fulmine a ciel sereno davanti ai cancelli di Amazon a Torrazza Piemonte. Pochi minuti dopo la mezzanotte, un uomo di 36 anni ha trasformato il piazzale dello stabilimento torinese nel teatro di un incubo, dandosi fuoco dopo essersi cosparso di benzina. Una scena agghiacciante. Chi si trovava lì intorno ha vissuto momenti di puro panico, facendo scattare immediatamente l’allarme ai soccorsi.
La situazione è drammatica. L’uomo è ora tra la vita e la morte, con ustioni di terzo grado che hanno devastato il 65% del suo corpo. I sanitari del 118, vista la gravità assoluta della situazione, non hanno perso un secondo: hanno fatto alzare in volo l’elisoccorso notturno per catapultarlo d’urgenza al CTO di Torino, il centro specializzato in grandi ustionati. Lì i medici ce la stanno mettendo tutta, ma la prognosi resta blindata.
Sul perché di un gesto così estremo, al momento, si brancola nel buio. C’è però un dettaglio non da poco, emerso fin dai primi accertamenti: la vittima non sarebbe un dipendente Amazon e non lavorerebbe nemmeno per l’indotto o per le ditte esterne.
Cosa ci faceva lì, allora? Secondo una ricostruzione fornita dall’azienda e riportata dal Corriere della Sera, l’uomo avrebbe forzato la sbarra d’ingresso, riuscendo in qualche modo a eludere la sorveglianza delle guardie dello stabilimento e a penetrare nell’area. Un’azione fulminea che ha preso tutti in contropiede.
Mentre le forze dell’ordine hanno già avviato le indagini per chiarire la dinamica, dai vertici del polo logistico arriva una prima nota ufficiale: siamo vicini alle persone coinvolte in quanto è accaduto e siamo disponibili a collaborare con le forze dell’ordine, qualora fosse necessario. Resta da capire cosa abbia spinto il trentaseienne a spingersi fino a quel punto di non ritorno.