Addio alle pellicce in passerella: la svolta etica della Milano Fashion Week

Nuove linee guida della Camera Nazionale della Moda Italiana per escludere capi con pelli animali da sfilate ed eventi ufficiali.

Milano – La Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) segna una svolta storica nelle politiche di sostenibilità ed etica del comparto, annunciando lo stop alla promozione e alla valorizzazione delle pellicce animali all’interno di tutte le cornici e le comunicazioni ufficiali della Milano Fashion Week. La decisione, che entrerà nel vivo a partire dalle sfilate della prossima stagione autunnale 2026, allinea la capitale della moda italiana ai trend internazionali di riduzione dell’impatto ambientale e di tutela del benessere animale, rispondendo alla mutata sensibilità dei consumatori globali.

L’impegno assunto pubblicamente dai vertici della moda italiana si tradurrà in una serie di azioni concrete e di raccomandazioni formali rivolte alle maison e ai designer del settore. La CNMI interromperà in via definitiva la promozione e la diffusione di immagini, contenuti o comunicazioni istituzionali riguardanti le pellicce su tutti i propri canali ufficiali, inclusi i profili social della Settimana della Moda.

A partire dall’edizione autunnale del 2026, la Camera inviterà formalmente tutti i brand in calendario a non presentare in passerella o all’interno delle proprie collezioni capi di abbigliamento, accessori o dettagli realizzati in pelliccia animale, adottando i criteri di definizione stabiliti nelle linee guida tecniche condivise con gli operatori del settore.

Il traguardo annunciato è il frutto di un lungo e serrato tavolo di confronto e collaborazione istituzionale che ha visto l’organizzazione della moda italiana operare al fianco delle sigle internazionali e nazionali del comparto animalista, tra cui Humane World for Animals, LAV e Collective Fashion Justice.

La scelta di Milano giunge peraltro in un momento politico cruciale a livello comunitario. In questi giorni è infatti attesa la risposta ufficiale della Commissione Europea in merito all’Iniziativa dei Cittadini Europei denominata “Fur Free Europe”, una mobilitazione popolare che ha raccolto centinaia di migliaia di firme per chiedere alle istituzioni di Bruxelles l’introduzione di un divieto assoluto di allevamento di animali da pelliccia e la messa al bando della commercializzazione di tali prodotti in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

Sebbene il provvedimento siglato a Milano non si configuri ancora come un divieto tassativo e vincolante – formula già introdotta con successo nei regolamenti delle fashion week di metropoli come New York, Londra, Copenaghen, Berlino, Stoccolma, Amsterdam, Helsinki e Melbourne – la scelta della CNMI assume un peso specifico enorme in virtù del primato manifatturiero e commerciale che la piazza finanziaria e creativa milanese detiene a livello globale. Le associazioni promotrici hanno espresso soddisfazione per questo passo avanti, definendolo un progresso culturale verso l’innovazione dei materiali tessili e confermando la volontà di proseguire il dialogo con l’istituzione della moda per rendere tali requisiti stringenti.