Scatta il sequestro in una pescheria dopo i primi malori. Sotto accusa la sindrome sgombroide causata da un elevato livello di istamina.
Palermo – Grave emergenza sanitaria nel capoluogo siciliano, dove sette persone sono state trasportate d’urgenza in ospedale dopo aver consumato del tonno rosso acquistato nello stesso esercizio commerciale. Le condizioni di uno dei pazienti sono apparse critiche, tanto da richiederne il ricovero immediato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Villa Sofia.
I primi sintomi si sono manifestati a poche ore dal consumo del pesce, colpendo diversi nuclei familiari tra cui uno composto da tre persone. Gli intossicati hanno accusato forti nausee, vomito e reazioni cutanee simili a crisi allergiche, segnali tipici della cosiddetta “sindrome sgombroide”.
Oltre al caso più grave a Villa Sofia, gli altri pazienti si trovano sotto osservazione presso i pronto soccorso degli ospedali Civico, Ingrassia e Policlinico. I carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Palermo hanno avviato le indagini individuando rapidamente la fonte del contagio.
L’attività commerciale coinvolta aveva venduto, il giorno precedente ai malori, oltre 200 chili di tonno rosso ufficialmente tracciato. I militari, supportati dalla stazione Olivuzza, hanno sequestrato un intero esemplare di tonno pronto per la vendita al banco, che sarà ora sottoposto ad analisi di laboratorio.
Il sospetto degli inquirenti è che le carni del pesce abbiano subito una degradazione dovuta a una cattiva conservazione o a un’interruzione della catena del freddo, portando alla formazione di livelli tossici di istamina.