Attraverso interviste e viaggi, Giulia Bassi non racconta solo la storia di chi gioca senza una patria ma ci fa anche riflettere sul concetto profondo di “casa”.
È prevista per il 26 maggio 2026 l’uscita del libro “La nazionale senza casa. Calcio, sogni e resistenza in Palestina”, opera della giornalista Giulia Bassi con la prefazione firmata dall’ex commissario tecnico della nazionale di pallavolo maschile italiana e deputato del Pd Mauro Berruto.
Il calcio come strumento di identità
L’opera (Garrincha Edizioni) si sviluppa attorno a un episodio cardine: un calcio di rigore a tempo scaduto che infrange il sogno della qualificazione ai Mondiali. Nonostante l’assenza di uno Stato sovrano definito, lanazionale palestinese è ufficialmente riconosciuta dalla FIFA.
La squadra partecipa alle competizioni internazionali con il mandato di rappresentare i sogni e la bandiera di un intero popolo. In questo contesto, il calcio trascende la dimensione atletica per trasformarsi in messaggio politico, ideale di speranza e strumento di resistenza.
Una squadra in costante trasferta
Giulia Bassi esplora la condizione unica di un gruppo di atleti costretti a un esilio forzato. Il libro racconta la realtà di una selezione che si trova a giocare esclusivamente in trasferta, impossibilitata a disputare match tra le mura amiche.
Attraverso interviste e viaggi, l’autrice intreccia la propria narrazione personale con le biografie dei calciatori, riflettendo sul concetto profondo di “casa”. Il testo si pone come un ponte tra la memoria storica e le prospettive future, analizzando come l’identità nazionale possa consolidarsi attorno a un pallone.
