Famiglia nel bosco: i figli (per ora) restano in comunità

La Corte d’Appello conferma la necessità di istruzione e socializzazione per i tre bambini. Confermata dai periti l’incapacità genitoriale di Trevallion e Birmingham.

Chieti – Resta ancora sospeso il futuro dei tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia nota per la scelta di vivere in isolamento in un bosco. I due gemelli di sei anni e la sorella di otto rimarranno, per ora, nella casa famiglia protetta di Vasto dove sono ospitati dallo scorso 20 novembre. Sebbene la difesa avesse chiesto il ricongiungimento, la Corte d’Appello ha stabilito che la competenza definitiva sulla questione spetti al Tribunale per i minorenni.

La magistratura ha ribadito che il diritto dei minori a una crescita equilibrata prevale sulle scelte di vita radicali dei genitori. I giudici hanno sottolineato come nel contesto di isolamento del nucleo familiare fossero gravemente carenti l’istruzione adeguata e una corretta socializzazione.

È stata confermata la priorità assoluta di garantire ai bambini un ambiente sociale idoneo e l’accesso al percorso scolastico. Un elemento di forte peso nella decisione è stata la relazione del consulente del tribunale, che pochi giorni fa ha confermato l’incapacità genitoriale di entrambi i coniugi.

La madre potrà continuare a incontrare i tre figli presso la comunità durante le ore diurne. La Corte ha comunque dato atto di alcuni passi avanti compiuti dalla coppia nel percorso intrapreso dopo il provvedimento di allontanamento.

L’avvocata Danila Solis, che assiste la famiglia insieme a Marco Femminella, ha già presentato nuovi ricorsi per sollecitare il riavvicinamento, rivendicando il diritto all’unità familiare nonostante le diverse scelte di vita dei genitori.