Autoriciclaggio nel settore stradale: maxi-sequestro

Flussi sospetti per 7 milioni di euro ricostruiti dagli investigatori. Bloccati beni per oltre 5 milioni a un imprenditore romano.

Roma – I Finanzieri del Comando Provinciale, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, stanno dando esecuzione al provvedimento emesso dal Tribunale di Roma – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari – con il quale è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per l’ipotesi di reato di autoriciclaggio per oltre 5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore romano operante nel settore dei lavori di manutenzione stradale.

Il provvedimento si inserisce in un contesto investigativo, condotto dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Roma, che aveva già portato nel mese di maggio 2025 all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, tra cui l’imprenditore destinatario dell’odierno sequestro preventivo, e 17 società destinatarie della misura interdittiva del divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione, per le ipotesi di associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta.

La successiva analisi dei flussi finanziari ha consentito di raccogliere indizi di colpevolezza per condotte di riciclaggio e autoriciclaggio, poste in essere attraverso il trasferimento dei proventi illeciti conseguiti (quantificati in oltre 7 milioni di euro) a società perlopiù inattive e comunque inadempienti agli obblighi fiscali che – tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e dopo aver trattenuto il 5% del capitale ricevuto quale compenso per la collaborazione prestata – retrocedevano in contanti all’imprenditore romano le somme residue per oltre 5 milioni di euro, utilizzate per reinvestimenti anche in acquisti di beni e titoli.