Cane ucciso a calci e pugni: presentata denuncia in Procura

L’Associazione animalista “Zampe che danno una Mano” chiede la massima severità: “Ferocia inaccettabile, pericolosità sociale evidente”.

Roma – L’Associazione di Volontariato Animalista “Zampe che danno una Mano” ODV, attraverso il suo Presidente, la Prof. Avv. Giada Bernardi (fondatrice dello Studio Legale “GiustiziAnimale”), ha depositato in data odierna una formale denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Tivoli in relazione all’atroce uccisione di un cane di razza pastore tedesco, avvenuta lo scorso 24 aprile in Via Loreto a Palestrina.

I fatti, che hanno suscitato una profonda ondata di sdegno nell’opinione pubblica, riguardano un uomo di 56 anni che ha aggredito brutalmente il proprio cane mentre lo conduceva al guinzaglio. Secondo le ricostruzioni, l’animale è stato ripetutamente colpito con calci e pugni di inaudita violenza sotto gli occhi dei passanti. Nonostante il tempestivo intervento dei Carabinieri e il trasporto d’urgenza in una clinica veterinaria, la bestiola è deceduta a causa delle gravissime lesioni interne riportate.

La denuncia dell’Associazione Zampe che danno una Mano ODV

L’atto depositato ipotizza il reato di uccisione di animali aggravato, con le aggravanti delle sevizie e della minorata difesa, considerato che il cane, essendo legato al guinzaglio, era impossibilitato a qualsiasi forma di fuga o reazione.

“Quanto accaduto in via Loreto non è solo un crimine brutale contro un essere senziente indifeso, ma una manifestazione di pericolosità sociale allarmante che l’intera collettività non può tollerare. Il cane è stato tradito da chi avrebbe dovuto proteggerlo, finendo ucciso da chi teneva l’altro capo del guinzaglio, trasformato per l’occasione in uno strumento di prigionia e morte”.

Abbiamo chiesto alla Procura di Tivoli la massima severità: chi è capace di una simile ferocia gratuita e spietata su un animale legato rappresenta una minaccia costante per la sicurezza pubblica. Andremo fino in fondo in ogni sede giudiziaria affinché questo individuo risponda di ogni singolo colpo inferto e perché la morte di questa creatura non resti impunita”.