Sicilia, giovani intrappolati tra precariato e futuro incerto

Salari fermi e poche opportunità: l’eurodeputato Antoci lancia l’allarme su lavoro giovanile e fuga dei talenti dal territorio.

Bruxelles – Lavoro giovanile precario, salari stagnanti e fuga dei talenti. È questo il quadro allarmante che emerge dagli ultimi rapporti dell’OCSE sull’Italia e che colpisce in modo particolarmente grave la Sicilia e il Mezzogiorno. Su questi dati l’eurodeputato Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea.

“I dati parlano chiaro: stiamo perdendo un’intera generazione – dichiara Antoci – in Sicilia i giovani si trovano davanti a un bivio: precarietà o emigrazione. Questo non è più accettabile.”

Secondo quanto evidenziato nei rapporti internazionali, tre criticità strutturali continuano a frenare il Paese: salari reali fermi, pressione fiscale elevata e una persistente dipendenza dalle fonti fossili. Un mix che penalizza soprattutto i giovani e le aree più fragili.

“Se il lavoro giovanile resta precario e i salari non crescono, parlare di futuro diventa una promessa vuota – prosegue Antoci – serve un cambio di passo immediato, con politiche europee che arrivino davvero nei territori.”

Con l’interrogazione, Antoci chiede alla Commissione quali strumenti concreti intenda attivare, anche attraverso le politiche di coesione e il NextGenerationEU, per contrastare la disoccupazione giovanile e fermare la fuga dei talenti dalle regioni meno sviluppate.

“Non possiamo continuare a finanziare programmi senza misurarne l’impatto reale sulla vita dei giovani – aggiunge – servono investimenti mirati su innovazione, sostenibilità e occupazione stabile e di qualità.”

Nel mirino anche il tema della giustizia sociale: Antoci chiede se le attuali strategie europee siano sufficienti a garantire salari più equi e una migliore distribuzione del reddito, soprattutto per i giovani lavoratori.

“Il lavoro deve permettere di vivere, non solo di sopravvivere – sottolinea – oggi troppo spesso non è così.”

Infine, l’eurodeputato sollecita una riflessione sulla pressione fiscale, chiedendo se l’UE intenda promuovere raccomandazioni specifiche per alleggerire il carico sui giovani e favorire occupazione stabile.

“Se non interveniamo ora il divario tra regioni europee continuerà ad allargarsi. La Sicilia rischia di restare indietro in modo permanente, e questo l’Europa non può permetterlo” conclude Antoci.