Il sindacato CON.SI.PE.: “Bene il lavoro per i detenuti, ma servono interventi urgenti su organici e condizioni della Polizia Penitenziaria”.
Bologna – “Accogliamo con favore l’apertura del nuovo caseificio presso la Casa Circondariale di Bologna-Dozza, un’iniziativa che rappresenta un segnale positivo per il mondo penitenziario e per il valore del lavoro come strumento di recupero e reinserimento sociale. Rivolgiamo un sentito ringraziamento al Ministro del Lavoro e al Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, oltre che al Governo, per l’attenzione dimostrata verso il sistema carcerario e per l’impegno che stanno portando avanti”. Lo dichiara Giuseppe Navarra, Segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato CON.SI.PE. – Confederazione Sindacati Penitenziari, intervenendo sull’avvio del progetto all’interno dell’istituto penitenziario bolognese.
“Il lavoro all’interno degli istituti di pena rappresenta uno dei cardini del percorso trattamentale previsto dalla nostra Carta costituzionale – prosegue Navarra –. L’articolo 27 della Costituzione stabilisce infatti che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. È un principio di civiltà giuridica che non può restare soltanto scritto, ma deve tradursi in progetti concreti, opportunità formative e percorsi reali di reinserimento”.
“In questa ottica l’apertura del caseificio alla Dozza è certamente una notizia positiva – aggiunge – perché offre competenze, responsabilità e possibilità di crescita. Significa investire nel futuro delle persone detenute e contribuire a creare condizioni migliori anche all’interno degli istituti”.
Ma il sistema penitenziario non si regge soltanto sui progetti: si fonda soprattutto sul lavoro quotidiano del personale. Ed è proprio su questo punto che il CON.SI.PE richiama con forza l’attenzione delle istituzioni.
“Da troppo tempo il personale affronta carenze di organico croniche, turnazioni estenuanti, sovraffollamento, aggressioni e stress operativo – sottolinea Navarra –. In molti istituti si lavora in condizioni estremamente difficili, spesso con risorse insufficienti e con un carico umano e professionale che non può più essere ignorato”.
Secondo il Segretario regionale del CON.SI.PE, è necessario un deciso cambio di passo: “Servono interventi strutturali, non misure tampone. Occorrono nuove assunzioni, un potenziamento degli organici, investimenti sulla sicurezza, formazione continua, supporto psicologico per il personale e strumenti adeguati ad affrontare le criticità quotidiane”.
“È indispensabile restituire centralità e dignità al Corpo di Polizia Penitenziaria – continua – che svolge una funzione essenziale per la sicurezza dello Stato, per la legalità e per il corretto equilibrio del sistema carcerario. Il loro lavoro non può essere riconosciuto solo nei momenti di emergenza, ma deve essere valorizzato ogni giorno con atti concreti”.
Navarra ribadisce quindi il senso dell’intervento del sindacato: “Non siamo contro le iniziative trattamentali, anzi le sosteniamo quando sono serie e utili. Ma parallelamente chiediamo che non venga dimenticato chi garantisce ogni giorno ordine, sicurezza e rispetto delle regole dentro gli istituti”.
Infine, l’appello conclusivo alle istituzioni: “Ringraziamo il Governo per quanto sta facendo. Tuttavia, oggi servono risposte immediate, coraggiose e tangibili. La Polizia Penitenziaria non deve essere abbandonata: investire sul personale significa investire sulla sicurezza dei cittadini e sul futuro dell’intero sistema penitenziario italiano”.