La denuncia shock della nuora di una paziente novantenne: “Pagati 400 euro per non lasciare mia suocera a terra”.
Napoli – Un sistema di estorsione ben oliato che specula sulla disperazione dei familiari e sulla carenza cronica di spazi nei Pronto soccorso. È quanto emerge dalla testimonianza di Ornella A., che ha denunciato a Il Corriere del Mezzogiorno una prassi criminale attiva presso l’Ospedale del Mare di Ponticelli: il noleggio abusivo di barelle gestito da operatori di ambulanze private.
Il racconto descrive una scena degradante: pazienti che, giunti in ospedale, rischiano di restare sul pavimento per la mancanza di lettighe ospedaliere disponibili. In questo vuoto logistico si inserirebbero soggetti che offrono barelle private a tariffe tra i 30 e i 40 euro l’ora.
“Abbiamo pagato circa 400 euro affinché mia suocera novantenne (giunta in ospedale in codice arancione, ndr) potesse trascorrere la notte su una barella“, ha dichiarato Ornella, descrivendo l’approccio di questi soggetti come spregiudicato. Secondo la donna, gli stessi individui stazionerebbero all’esterno del nosocomio distribuendo biglietti da visita e riscuotendo i pagamenti, agendo in totale libertà nonostante la presenza della direzione sanitaria.
Gaetano Gubitosa, direttore generale dell’Asl Napoli 1, ha respinto l’idea che l’ospedale manchi di dotazioni: “Le barelle ci sono, il problema vero è che non c’è sufficiente spazio dove metterle“. L’afflusso, spiega il direttore, è ben oltre le capacità previste a causa della chiusura di altri presidi nell’area vesuviana. Gubitosa ha inoltre dichiarato di non essere a conoscenza del “racket del noleggio”, promettendo però una vigilanza più stretta.
Proprio in concomitanza con queste denunce, i carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione presso l’ospedale di Ponticelli per verificare le condizioni logistiche e la veridicità delle segnalazioni sul lucroso giro d’affari illegale che sta trasformando il soccorso d’urgenza in un mercato nero della salute.