In scena il concerto per la libertà tra musica e impegno politico, per ricordare il centenario del grande drammaturgo.
Milano – È in programma sabato 18 aprile alla Camera del Lavoro di Milano il “Concerto per la libertà – 25 aprile e dintorni” del Gaetano Liguori Trio dedicato a Dario Fo, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Organizzata e promossa da CGIL Milano e SPI Milano e dall’associazione culturale Secondo Maggio, l’esibizione verrà ospitata nell’auditorium Di Vittorio _(corso di Porta Vittoria 43; ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti).
Condivideranno il palco con il grande pianista (che nel 2013 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro per meriti artistici) il contrabbassista Andrea Grossi e il batterista Massimo Pintori.
Il percorso artistico di Gaetano Liguori attraversa l’ultimo mezzo secolo di vita musicale italiana, un periodo nel quale il rapporto tra la sua musica e l’impegno sociale e politico non è mai venuto meno. Dagli anni del Sessantotto e della contestazione giovanile, che lo hanno visto tra i jazzisti in prima fila nel sostenere le rivendicazioni sociali e culturali dell’epoca, fino al “Concerto per i Giusti” (che realizza da diversi anni), il mondo di Liguori si è infatti contraddistinto per l’attenzione a quanto avveniva intorno alla sua musica, prendendo posizioni chiare nei confronti delle ingiustizie e delle violenze.
La sua visione della libertà, diritto di tutti, e il suo sostegno verso chi subisce soprusi e prepotenze sono ancora attuali nel mondo odierno, segnato da crisi drammatiche. Sul piano strettamente musicale, Liguori ha da subito mostrato interesse verso un jazz aperto, spesso radicale nelle sue manifestazioni, in cui talvolta confluivano elementi provenienti dalla musica eurocolta contemporanea, senza dimenticare la sotterranea matrice napoletana che gli arriva dal padre, il grande batterista Lino Liguori.
Nel concerto preparato specificamente per la Camera del Lavoro di Milano, Liguori si presenta, come detto, con il contrabbassista Andrea Grossi, nuova significativa realtà del jazz italiano, e con un batterista di grande esperienza quale Massimo Pintori, per proporre i brani che mezzo secolo fa caratterizzavano le sue esibizioni alla Palazzina Liberty (oggi intitolata a Dario Fo e Franca Rame). Proprio per questo motivo, Liguori ha voluto dedicare il live di sabato 18 aprile a Fo, con cui ha collaborato a lungo, eseguendo tra l’altro anche la musica di scena per “L’opera dello sghignazzo”.
Dai concerti di allora, sia quelli in trio (con Roberto Del Piano al basso elettrico e Filippo Monico alla batteria) sia quelli in quintetto, dove al gruppo si aggiungevano Massimo Urbani al sax alto e Danilo Terenzi al trombone, è tratto il repertorio di questa performance, in cui si mantiene intatta la freschezza e l’originalità di una musica che ha segnato un modo di fare jazz in Italia.