Social network, la Lega vuole vietarli agli under 14

Il partito di Salvini chiede limiti di età e consenso obbligatorio dei genitori per i minorenni: ma l’iter è ancora lungo, mentre altri Paesi europei hanno già legiferato.

Vietare l’accesso ai social network ai ragazzi sotto i 14 anni e rendere obbligatorio il consenso dei genitori per i minorenni più grandi. È questa la proposta di legge depositata dalla Lega in Parlamento, che porta il dibattito sulla tutela dei giovani online al centro dell’agenda politica italiana.

L’iniziativa arriva in un momento in cui la pressione sul tema si fa sempre più forte, sia a livello europeo che internazionale. Diversi Paesi hanno già mosso passi concreti: l’Australia ha introdotto il divieto totale per gli under 16, la Francia si è fermata a 15 anni, mentre il Portogallo ha optato per una combinazione di limiti d’età e autorizzazione parentale. L’Italia, con la proposta della Lega, prova a inserirsi in questo solco, anche se con un iter parlamentare che per ora procede a rilento.

Il cuore della questione non è solo stabilire un’età minima, ma anche capire come farla rispettare. Qualunque divieto, per funzionare davvero, richiede sistemi di verifica dell’identità degli utenti, spesso fondati su dati biometrici o documentali. Un approccio che solleva interrogativi tutt’altro che secondari: fino a che punto la protezione dei minori può spingersi prima di trasformarsi in sorveglianza? E quanto è facile aggirare questi blocchi attraverso VPN o account falsi?

Sono domande a cui la proposta della Lega, almeno per ora, non dà ancora una risposta definitiva. Ma il fatto che il tema sia approdato in Parlamento segna comunque un cambio di passo: dopo anni in cui la gestione dei rischi online era affidata quasi esclusivamente alle piattaforme, la politica italiana sembra pronta a reclamare un ruolo più attivo.