Il tribunale ha chiuso con un patteggiamento. Per le associazioni animaliste la pena comminata è insufficiente.
Teramo – La pena è sospesa. L’uomo, se non commetterà altri reati nei prossimi cinque anni, non sconterà nulla. È questo l’esito giudiziario del caso del cane trovato impiccato alla forca di un trattore a Torricella Sicura, in provincia di Teramo: un patteggiamento a sei mesi di reclusione con pena condizionalmente sospesa, misura prevista dal Codice penale per imputati incensurati o con precedenti lievi, subordinata a una valutazione favorevole del giudice. In caso di revoca, possibile solo in presenza di nuovi reati, la pena diventerebbe esecutiva.
La sospensione condizionale non comporta inoltre alcun divieto automatico di detenere animali. In assenza di provvedimenti specifici in tal senso, l’imputato potrebbe tornare ad averne.
Il caso era arrivato in aula grazie all’opposizione di LNDC Animal Protection, che aveva contrastato le richieste di archiviazione avanzate dalla Procura. In sede processuale, la difesa aveva sostenuto che l’animale fosse già morto al momento del ritrovamento e che il trattore fosse stato impiegato esclusivamente per sollevare il corpo, a causa di problemi di salute dell’imputato. Una ricostruzione ritenuta non credibile dall’associazione, anche sulla base delle immagini documentate.
A sentenza emessa, LNDC ha preso posizione con una nota critica. La presidente Piera Rosati ha definito la risposta giudiziaria insufficiente rispetto alla gravità del gesto. Il responsabile legale Michele Pezone ha indicato il caso come esempio dei limiti dell’attuale sistema sanzionatorio per i reati contro gli animali.