Permessi di soggiorno facili: “gang dei contratti fittizi” a processo

Coinvolti due CAF e un’impiegata comunale. Il sottosegretario Morelli: “Sistema basato su false assunzioni per ottenere documenti e sussidi”.

Torino – Un presunto sistema illecito finalizzato all’ottenimento di permessi di soggiorno e benefici assistenziali è finito al centro di un processo. L’inchiesta, che vede coinvolte figure professionali e istituzionali, ipotizza l’esistenza di una vera e propria rete organizzata capace di aggirare le normative sull’immigrazione attraverso la produzione di documentazione falsa.

Secondo l’impianto accusatorio, il fulcro del meccanismo ruotava attorno a due Centri di Assistenza Fiscale (CAF) torinesi, che avrebbero operato in sinergia con un’impiegata comunale. Il sistema si basava sulla creazione di contratti di lavoro fittizi e false assunzioni, strumenti necessari per permettere a cittadini stranieri di regolarizzare la propria posizione, accedere ad alloggi popolari e riscuotere sussidi statali a cui non avrebbero avuto diritto.

A sollevare il caso è stato Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica. Il politico ha commentato duramente la vicenda attraverso i propri canali social: “Un fatto che, se confermato, sarebbe davvero gravissimo e dovrà essere punito senza sconti. Il processo dovrà ora accertare le singole responsabilità e l’eventuale estensione della rete di complicità che avrebbe permesso per mesi il rilascio di documenti basati su presupposti inesistenti.