La polizia interviene per irregolarità nella gestione e sospende la licenza dell’attività per cinque giorni.
Roma – Le porte e le insegne erano tre, ma la realtà che si celava dietro quest’ultime e svelata dalla polizia di Stato era la stessa.
È così che il proprietario di tre strutture ricettive nella zona di Termini agiva indisturbato gestendo abusivamente le attività, “spacciate” per diverse, ma unite dal filo invisibile della medesima gestione.
È quanto emerso dai controlli messi in campo dalla Divisione amministrativa della Questura di Roma per il contrasto e la repressione delle irregolarità nel settore ricettivo.
Avviata la verifica, gli operatori hanno subito svelato l’arcano quando nella stessa reception hanno ritrovato le chiavi delle tre stanze.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il titolare giocava su un unico fronte e le strutture, pertanto, non avrebbero potuto essere classificate come distinte, giacché confluenti di fatto in unica attività abusiva.
Nel corso degli approfondimenti, i poliziotti hanno altresì appurato che, sebbene la presenza degli ospiti fosse stata segnalata tramite il portale “Alloggiati Web”, la procedura non sarebbe stata rituale e conforme, quanto alle tempistiche di comunicazione, alla normativa vigente.
Alla luce di quanto emerso, il Questore di Roma ha disposto la sospensione della licenza per 5 giorni.
Sono stati gli stessi agenti della Divisione amministrativa ad apporre i sigilli e a notificare il provvedimento al titolare.