Simone Gresti è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per maltrattamenti in famiglia e spaccio di sostanze stupefacenti.
Ancona – Si è concluso oggi il processo di primo grado a carico di Simone Gresti, il 47enne di Moie coinvolto nelle indagini seguite alla tragica scomparsa e morte della fidanzata 27enne Andreea Rabciuc. Il giudice Alberto Pallucchini ha inflitto all’uomo una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione, riformulando sensibilmente le richieste della Procura che aveva invocato 7 anni di carcere.
Il verdetto ha sciolto il nodo più complesso del procedimento: Gresti è stato infatti assolto dall’accusa di istigazione al suicidio perché il fatto non sussiste. I magistrati hanno invece ritenuto provate le responsabilità dell’imputato in merito ai maltrattamenti ai danni della giovane di origine romena e alle cessioni di cocaina emerse durante la lunga attività investigativa.
La vicenda ebbe inizio il 12 marzo 2022 nelle campagne di Montecarotto, quando Andreea fece perdere le proprie tracce dopo una serata trascorsa in un casolare con il fidanzato e due amici. Il corpo della ragazza fu rinvenuto soltanto nel gennaio 2024 all’interno di un edificio abbandonato a poca distanza dal luogo della scomparsa; le perizie successive accertarono che la giovane si era tolta la vita.
Nel corso del giudizio con rito abbreviato, la difesa ha puntato sulla fragilità psicologica della vittima, supportata da consulenze tecniche, mentre la parte civile, rappresentata dalla madre di Andreea, ha sostenuto la tesi di un legame tossico e prevaricatore. Nonostante la condanna per i maltrattamenti, la sentenza odierna stabilisce che non vi fu un’azione diretta di Gresti nell’indurre la giovane all’estremo gesto.