Le accuse a carico del 50enne fermato dalla polizia sono di tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale.
Roma – Una notte di violenza consumata lontano dagli sguardi, tra minacce, aggressioni e ore di soprusi in una roulotte parcheggiata nella periferia sud della Capitale: è da questo scenario che ha preso forma la vicenda che ha portato gli agenti delle volanti della polizia di Stato a fermare un 50enne romano, gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale.
A far emergere i contorni di quella notte è stata una segnalazione arrivata al 112 per una persona aggredita nella zona Ostiense. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto si sono trovati davanti la vittima, un 34enne brasiliano, visibilmente scosso e con evidenti ferite al volto.
I soccorsi sono stati immediati e l’uomo è stato affidato al personale sanitario per le cure necessarie. Con il passare delle ore, però il quadro si è fatto più preoccupante, poiché le condizioni della vittima si facevano sempre più critiche. Nonostante il dolore e lo stato di forte agitazione, la vittima ha trovato la forza di raccontare agli agenti quanto accaduto nelle ore precedenti.
Sarebbe stata raggiunta durante la notte dall’ex compagno, che, sotto minaccia di un coltello, l’avrebbe costretta a salire all’interno della propria roulotte parcheggiata poco distante. Una volta varcata la soglia di quel piccolo spazio chiuso, l’uomo l’avrebbe immobilizzata, per poi aggredirla con calci, pugni e oggetti contundenti, tra cui un bastone e un seghetto, arrivando anche ad abusarla sessualmente.
Un incubo che sarebbe andato avanti per l’intera notte, proseguendo per ore trascorse costretto contro la propria volontà all’interno della roulotte e sottoposto a continue violenze, con l’aggressore sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Alla luce della gravità della vicenda, del racconto dettagliato fornito dalla vittima e della pericolosità dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e il patrimonio, gli investigatori hanno deciso di intervenire procedendo al fermo nei suoi confronti.
Per il 50enne si sono così aperte le porte del carcere di Regina Coeli. Il Gip, su richiesta della Procura, ha convalidato l’arresto e disposto, tra le altre misure, il divieto di avvicinamento alla persona offesa.