Smantellati un magazzino e un laboratorio clandestino: sequestrati dalla GdF oltre 300mila pezzi contraffatti.
Genova – Una “fabbrica del falso” nel cuore del centro storico cittadino. È quanto scoperto dai militari della GdiF che hanno smantellato un magazzino ed un laboratorio clandestino allestito all’interno di uno stabile del centro storico genovese, utilizzato per la produzione, su larga scala, di capi di abbigliamento contraffatti.
L’indagine, iniziata dal monitoraggio dei social network, ha consentito di ricostruire l’intera filiera della contraffazione. I finanzieri hanno individuato un profilo Instagram, riconducibile a un cittadino senegalese ventunenne, disoccupato e residente a Genova dal 2012, che utilizzava la pagina web come una vera e propria vetrina commerciale online, dotata di un catalogo prodotti, un prezziario e brevi video (reels) promozionali attraverso i quali veniva ripreso il momento della consegna della merce spesso a giovani, talvolta minorenni, dell’area genovese e del pagamento, rigorosamente in contanti, siglati con lo slogan “spaccato”. Parte della merce veniva consegnata a mano direttamente dall’indagato nel territorio di Genova e provincia, mentre per i clienti più distanti, fuori Regione, veniva spedita tramite servizi postali.
Il monitoraggio delle vendite online e i successivi approfondimenti hanno consentito ai militari, da un lato, di risalire al luogo di stoccaggio della merce individuato in un locale di un immobile del pieno centro storico, dall’altro, di ricostruire la filiera clandestina della contraffazione, fino ad arrivare al luogo di produzione dei capi, un laboratorio tessile clandestino sito in vico delle Monachette, cuore del centro storico di Genova.
Nello specifico, l’immobile attenzionato si compone di 13 appartamenti, di cui 3 risultati privi di contratto di locazione in corso di validità sebbene occupati, mentre i restanti 10 affittati a soggetti extracomunitari, alcuni dei quali irregolari sul territorio nazionale e/o gravati da precedenti di polizia in materia di contraffazione, immigrazione clandestina, ricettazione, stupefacenti, resistenza e oltraggio a un pubblico ufficiale, truffa e insolvenza fraudolenta.
L’operazione, che ha visto l’impiego di 54 militari della GdF, con il coinvolgimento delle unità cinofile e il supporto di 26 unità tra personale in forza alla polizia di Stato, all’Arma dei carabinieri, alla polizia locale e ai vigili del fuoco a rafforzamento della cornice di sicurezza, ha consentito di sequestrare oltre 300mila pezzi contraffatti, tra orologi (Rolex, Richard Mille, Patek Philippe), etichette, borse, cinture, portafogli e pelletteria varia, abbigliamento (maglioni, giacche a vento,t-shirt, felpe, pantaloni marchiati Louis Vuitton, Gucci, Blauer, Moncler, Dior, Prada, Stone Island, Palm Angels,, Fred Perry, Fay, Lacoste, Nike, Cloe, Armani, Diesel, Villerbrequin, Ralph Lauren, Woolrich, Saucony, Saint Barth, Adidas, Disquared, Napapijri, Colmar), nonché attrezzature utilizzate per la produzione quali matrici digitali per la stampa, matrici fisiche (presse e ricamatrici e macchine da cucire).
Dieci i soggetti denunciati all’autorità giudiziaria per i reati connessi alla contraffazione, per i quali resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Tra questi anche 2 cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale, nei cui confronti è stata avanzata richiesta di nulla osta all’espulsione.
All’esito dell’attività, sono state elevate 15 sanzioni amministrative per violazioni all’articolo 7 del Testo Unico sull’Immigrazione, per un ammontare pari a 45mila euro. Già in passato sono state analizzate le informazioni relative ai contratti di locazione, alle utenze domestiche e alle residenze riconducibili ad alcuni immobili selezionando in particolare quelli che venivano occupati da persone sospette perché non intestatarie dei contratti di locazione o di utenze domestiche.
La legge prevede un obbligo di comunicazione entro 48 ore da parte di chi a qualsiasi titolo fornisce ospitalità cittadini stranieri(extracomunitari), e in caso di inosservanza prevede l’irrogazione di sanzioni amministrative.
Negli ultimi due anni l’azione investigativa è stata poi estesa all’analisi di molti altri contratti di locazione stipulati nei riguardi di cittadini extracomunitari allo scopo di riscontare un eventuale tendenza da parte dei proprietari a non segnalare gli stranieri che ospitavano nelle loro abitazioni. Sono stati individuati 83 proprietari di immobili che, senza effettuare le previste comunicazioni hanno dato ospitalità a vario titolo a 373 cittadini extracomunitari, alcuni dei quali sono risultati peraltro gravati da precedenti di polizia e/o penali per fatti inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti, la contraffazione e l’immigrazione clandestina.
Complessivamente le sanzioni amministrative già contestate ed irrogate dalla Prefettura di Genova ai locatori superano, ad oggi, i 239.400 euro.