Elettrodomestici, computer, cellulari e lampade guasti o obsoleti contengono materiali preziosi come rame, oro, ferro dunque perchè non estrarli da questi rifiuti?
Si pensa di invadere l’Artico ma la soluzione può essere nei rifiuti elettrici ed elettronici! Mentre gli USA mirano ad invadere la Groenlandia per impossessarsi delle famose terre rare, si potrebbero recuperare rifiuti elettrici ed elettronici domestici (RAEE) da cui si estraggono metalli preziosi. Le terre rare (REE) sono considerate tali non perché introvabili o quasi ma perché difficili da estrarre in giacimenti concentrati, rendendo la produzione molto costosa.
Si tratta di un gruppo di 17 elementi chimici metallici-scandio, ittrio e i 15 lantanidi – fondamentali per l’alta tecnologia e la transizione ecologica. Il nostro Paese si è distinto (si fa per dire) per lo spreco di metalli preziosi estratti dai RAEE, non rispettando gli obiettivi europei sull’economia circolare. Com’è noto i RAEE sono rifiuti tecnologici, come elettrodomestici, computer, cellulari e lampade, giunti a fine vita, guasti o obsoleti. Contengono materiali preziosi riciclabili (rame, oro, ferro) ma anche sostanze tossiche che devono essere smaltite presso isole ecologiche o rivenditori.
Nell’ambito dei turbolenti rapporti tra USA e Unione Europea (UE) proprio a causa della Groenlandia, il governo italiano, lo scorso 16 gennaio, ha diffuso un documento dall’eloquente titolo “Nuova strategia per l’Artico”. Sarebbe interessante conoscere la…vecchia strategia, di cui non si è mai avuto sentore per confrontarne l’efficacia. I condottieri dell’impresa titanica, grazie alla partecipazione di Enel Green Power, hanno stilato un dossier per dirimere la singolar tenzone delle terre rare, fondamentali per la transizione energetica europea.

Per raggiungere l’obiettivo urge investire risorse finanziarie e tutte le tecnologie disponibili. Invece di lanciarsi in progetti che lasciano il tempo che trovano, basterebbe volgere lo sguardo nel cortile di casa, precisamente nei bidoni della spazzatura. Più o meno nello stesso periodo del varo della “Nuova strategia” è stato presentato il rapporto sui rifiuti RAEE a cura di Erion WEEE, il principale consorzio no-profit in Italia per la gestione di questi particolari rifiuti. L’anno scorso i RAEE sono cresciuti del 3%, ma si è ancora lontani dal raggiungere gli obiettivi dell’UE, 12 kg per cittadino.
Il cammino più che circolare si presenta pieno di angoli spigolosi. Un Paese come l’Italia che è completamente dipendente per le terre rare da Paesi esteri, avrebbe utilità nell’investire in impianti per il recupero di materie prime. Molto più efficace e produttivo un programma del genere che quello proposto dalla “Nuova Strategia” in cui si prevede che in futuro ci si possa recare nell’Artico, un ambiente unico e polare, circondato da terre emerse con tundra e ghiacciai e chissà con quante spese.
Quindi sarebbe necessaria una maggiore raccolta di RAEE ed una più attenta selezione di materie prime. Invece di guardare lontano molto meglio concentrarsi su ciò che ci sta davanti o di lato per evitare di inciampare, come suggerito da Haruki Murakami, noto scrittore giapponese. Altro che Artico, meglio farsi un giro nell’isole ecologiche.