Per i detenuti la droga arriva dal cielo con il drone

L’allarme della polizia penitenziaria fa scattare l’intervento: veloce inseguimento e arresto di due giovani.

Salerno – Un drone in volo sopra il carcere e un’auto in fuga nella notte: è da questa segnalazione che è partita l’operazione che ha portato all’arresto di due giovani accusati di aver tentato di far arrivare droga all’interno dell’istituto penitenziario. In manette sono finiti un 21enne e un 28enne, Giulio Del Giudice e Massimo La Rocca, ritenuti responsabili di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.

Tutto è accaduto la sera dell’8 marzo nel quartiere Fuorni. Intorno alle 21:30 il personale della polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale ha segnalato al numero di emergenza 112 la presenza di un drone che sorvolava l’area dell’istituto. L’allarme ha fatto scattare immediatamente l’intervento dei carabinieri e degli agenti della sezione volanti della Questura, che hanno avviato le ricerche nelle strade circostanti individuando poco dopo un’auto sospetta che si stava allontanando dalla zona.

Alla vista delle pattuglie, i due occupanti del veicolo non si sono fermati all’alt imposto dai militari e si sono dati alla fuga, dando vita a un inseguimento che si è protratto fino alla vicina area industriale. La corsa è terminata quando l’auto dei fuggitivi si è schiantata contro una vettura parcheggiata lungo la strada. Durante la fuga i due, entrambi originari di Pontecagnano Faiano, hanno lanciato dal finestrino un pacco nel tentativo di disfarsene.

Il recupero dell’involucro da parte dei carabinieri ha permesso di sequestrare circa 800 grammi di hashish, circa 120 grammi di cocaina e circa 15 grammi di crack. Nel materiale recuperato anche un bilancino di precisione, tre smartphone con relative schede SIM e caricabatterie, oltre a strumenti per il confezionamento della droga e attrezzature tecniche compatibili con il trasporto dello stupefacente tramite drone.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la sostanza stupefacente era destinata ai detenuti e il drone radiocomandato sarebbe stato utilizzato per effettuare una consegna dall’alto all’interno della struttura penitenziaria. Per i due giovani sono così scattate le manette in flagranza di reato. All’operazione hanno preso parte anche gli agenti della polizia di Stato, che hanno collaborato alle fasi dell’intervento e alla successiva ricostruzione dei fatti.