Del 42enne bolzanino si erano perse le tracce nel giugno scorso. Disposto l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso.
Bolzano – L’esame del DNA ha confermato quanto già si temeva. È di Thomas Grumer, 42 anni, originario di Bolzano, il corpo senza vita trovato lo scorso febbraio nelle acque di Cala Llonga, a Ibiza.
Grumer lavorava nella ristorazione di un albergo e si era trasferito a Ibiza nell’aprile 2025. L’ultima volta era stato visto proprio a Santa Eulalia, zona residenziale lontana dalla movida. Dopo giorni di silenzio anomalo, gli amici avevano denunciato la scomparsa alle autorità spagnole, mentre sui social era partita una mobilitazione parallela con appelli e foto condivise dalla comunità italiana e non solo.
A settembre era emerso il primo indizio concreto: il motorino di Grumer era stato trovato a Cala Llonga, una baia a pochi chilometri da Santa Eulalia. Da quel momento le ricerche si erano concentrate in quell’area, caratterizzata da zone verdi e tratti di costa impervia, nonostante la presenza di resort turistici.
Le autorità avevano battuto la zona per settimane senza risultati. A febbraio il ritrovamento del corpo in mare aveva riacceso le speranze di una svolta. Le condizioni dei resti, però, non permettevano un’identificazione immediata. Solo ora, grazie al DNA, è arrivata la conferma: quel corpo è di Thomas Grumer.
Resta da chiarire come il 42enne sia finito in acqua e quale sia stata la causa della morte. L’autopsia, se possibile, dovrà stabilire se si sia trattato di annegamento, di un trauma compatibile con una caduta o se vi siano segni di violenza.