Sculture che parlano all’anima: arte e vino si incontrano

Le opere di Raul Barattin trasformano la degustazione in un’esperienza sensoriale tra scultura contemporanea e racconto del territorio.

Valdobbiadene (Tv) – Prosegue il viaggio di Terra d’Arte, il progetto ideato da Col Vetoraz che da cinque anni intreccia in modo virtuoso territorio, arte e vino in un dialogo in continua evoluzione. Protagonista di questa nuova tappa sono le opere dello scultore bellunese Raul Barattin: sei creazioni che trasformano la sala degustazione in uno spazio di intensa suggestione, dove materia e ispirazione si fondono in un racconto profondo e contemporaneo del territorio.

Raul Barattin è un artista che trasforma la materia in emozione e il segno in racconto. Le sue opere non si limitano a essere osservate: si attraversano, si respirano, si sentono sulla pelle. Ogni creazione diventa uno spazio sospeso, dove luce, forma e materia dialogano dando vita a un’esperienza intima e potente. Cirmolo, tiglio o legno assemblato alla resina policroma, sono le tipologie utilizzate per la realizzazione delle sue opere, che possono essere ammirate in sede da Col Vetoraz per i prossimi quattro mesi.

“La mia ricerca – spiega Raul Barattin – indaga l’evoluzione della figura umana contemporanea e il suo rapporto con l’esistenza. Attraverso linee di forza che incidono la materia, la plasmano e la spingono fino al limite della corrosione, costruisco presenze che nascono da un dialogo intenso tra forma ed energia. La figura si frammenta, sul piano concettuale e materico, diventando dinamica, in azione e al tempo stesso in riflessione. Le mie creature conquistano lo spazio con impeto, lo avvolgono e vi si espandono come esplosioni primordiali di corpi celesti, generando una tensione continua tra densità e movimento”.

GUARDANDO PROFONDAMENTE DENTRO ME STESSO. Realizzata in legno di cirmolo, rappresenta il volto introspettivo di un giovane uomo alla ricerca, in modalità profonda, della sua identità scalfita, segnata da un mondo contemporaneo dominato dalle guerre e impoverito nei valori.

ARDERE D’AMORE CORRERE E NON BRUCIARE MAI. Opera in legno di cirmolo, raffigura un atleta che corre, con un cuore che arde d’amore, un sentimento talmente grande che più corre più arde!

REFLECTION. Realizzata in legno di tiglio, rappresenta una figura umana accovacciata, pensante e rannicchiata, serena nei suoi intimi pensieri. Lo sguardo scivola verso valle, verso mondi lontani. I cubi in legno di cui è composto formano un pixel contemporaneo di materia e spazi.

UMANITÀ. Opera in legno e resina policroma, rappresenta una figura di uomo, scavata nei sentimenti e nel profondo della propria anima. La materia prende vita e si trasforma alla ricerca dell’assoluto.

ON THE LIVING SKIN (Sulla pelle viva). Opera in legno e resina policroma, rappresenta una figura di uomo, la cui superficie è solcata da fenditure che sembrano strade, come percorsi di vita. La superficie è materica, corrosa da una ruggine primordiale, presagio di distruzione.

HURRAYA. In legno e resina policroma, rappresenta una figura di donna. Le mani costrette, imprigionate nella sua stessa veste, trasmettono un messaggio potente, l’impossibilità di essere libera. Un urlo silenzioso a rappresentare “La violenza sulle donne”.

Raul Barattin, bellunese classe 1970, vive e lavora a S. Martino di Chies d’Alpago (Belluno). Formazione artistica e laurea in Architettura a Venezia, oggi è docente di scultura. Barattin ha al suo attivo un numero esposizioni personali e collettive, ha inoltre collaborato ad installazioni per molte opere pubbliche nei comuni di Chies d’Alpago, Tambre, Belluno, Longarone, Asiago ect.

La forza concettuale e la bellezza delle sue opere gli sono valse vittorie e riconoscimenti in molteplici, prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali.

Le colline del Conegliano Valdobbiadene, terra dal valore inestimabile, diventano così vera e propria casa per realizzazioni altrettanto preziose portatrici di messaggi potenti, impattanti, attuali. Un’esperienza emozionale che vi invitiamo a vivere, unendo al piacere visivo quello degustativo, in un luogo unico come la terrazza panoramica antistante la sede di Col Vetoraz, immersi in un paesaggio di bellezza incredibile, immancabilmente accompagnati da calici di indiscussa eccellenza.