Referendum giustizia, la maratona oratoria per il Sì

Presenti presidenti e rappresentanti dei tre comitati organizzatori, magistrati ed esponenti della politica e della società civile.

Roma – Si concluderà domenica 8 marzo, in piazza Cavour, la maratona oratoria promossa dai comitati “Camere penali per il Sì” dell’Unione Camere Penali italiane, “Sì Separa” della Fondazione Einaudi e “Cittadini per il sì”, a sostegno del referendum sulla giustizia.

La maratona, avviata lunedì 2 marzo, ha visto alternarsi sul palco circa 500 interventi per oltre 50 ore complessive di confronto pubblico, con la partecipazione di parlamentari, esponenti politici, avvocati, magistrati, professori universitari e rappresentanti della società civile.

Alla giornata conclusiva, dalle ore 10.30, davanti al Palazzo della Corte di Cassazione, saranno presenti Francesco Petrelli, presidente del comitato “Camere penali per il Sì”, Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi, e il senatore Pierantonio Zanettin per il comitato “Cittadini per il Sì”.

Intanto, in recenti risoluzioni e interventi, diverse componenti del Consiglio Superiore della Magistratura hanno espresso parere critico sulla riforma. La preoccupazione principale è che la separazione delle carriere porti inevitabilmente a due Csm distinti, indebolendo l’autonomia del pubblico ministero.

Secondo il fronte del No, un pm isolato dal corpo dei giudici perderebbe la sua “cultura della giurisdizione” (ossia l’obbligo di cercare anche le prove a favore dell’indagato), finendo per trasformarsi in un “super poliziotto” o, peggio, in un ufficio sotto il controllo o l’influenza dell’Esecutivo.

Dal suo canto l’Associazione Nazionale Magistrati ha ribadito che il giudice è già oggi terzo e che il problema della giustizia non è l’appartenenza allo stesso ordine, ma la cronica carenza di risorse. “Separare le carriere serve solo a punire i magistrati e a ridurne l’indipendenza di fronte al potere”, sostengono i promotori del No.