“Perché rientrano giovani e sani mentre una paziente oncologica al 100% di invalidità resta a terra?”, si chiede Roberta Balducci.
Dubai – Una corsa contro il tempo, tra farmaci che finiscono e voli che spariscono dai tabelloni. È il grido d’aiuto di una famiglia italiana bloccata a Dubai: una madre di 70 anni, paziente oncologica, e le sue due figlie. Una denuncia disperata che punta il dito contro i ritardi dei rimpatri e l’apparente oblio delle istituzioni, nonostante le promesse di dare priorità ai più fragili.
“Il viaggio a Dubai, nato proprio per festeggiare il miglioramento di salute della madre, si è trasformato in una trappola dorata“, ci racconta Roberta Balducci, che vive in provincia di Milano, tramite WhatsApp (unico modo con cui si può comunicare al momento). La denuncia, affidata anche a uno sfogo amaro, racconta una realtà fatta di attese estenuanti e porte chiuse in faccia.
Il cuore della denuncia riguarda le condizioni della madre, paziente oncologica con invalidità civile al 100%. La donna, che vive a Palermo, deve effettuare un’iniezione fondamentale per tenere sotto controllo i livelli di emoglobina, crollati a causa di terapie domiciliari in corso, successive a chemioterapia e radioterapia. Con i voli cancellati a ripetizione, la donna è ora senza copertura terapeutica.
Come se non bastasse, l’assistenza sanitaria stipulata per il viaggio scadrà tra 24 ore e, trovandosi già all’estero, la compagnia si rifiuta di rinnovarla. Tra poche ore, dunque, la famiglia si troverà scoperta anche da quel punto di vista.
Ciò che fa più male è il senso di ingiustizia. “Qualcuno ora mi deve spiegare perché stanno rientrando giovani, ragazzi, uomini adulti e sani e non mia madre che ha bisogno di cure”, racconta Roberta. “Il Ministro Tajani non ha forse detto che prima devono rientrare i malati e le persone anziane?”, aggiunge.
Nonostante le segnalazioni inviate a Farnesina, Consolato, Unità di Crisi e compagnie aeree, la risposta è sempre la stessa: “Aspettate” o “segnaleremo”. Intanto ogni giorno, da quando è scoppiata la guerra in Iran, un volo viene acquistato a spese della famiglia, e ogni giorno quel volo viene cancellato, senza alcuna certezza sul rimborso o sul ricollocamento.
“Non siamo ricchi”, precisa la donna, scontrandosi con i pregiudizi di chi pensa che trovarsi a Dubai significhi navigare nell’oro. Si tratta di cittadini normali, travolti da una crisi internazionale, che chiedono solo il diritto di tornare a casa per curarsi.