Frammenti di vetro nel latte, l’indagine cambia rotta

La denuncia di due consumatori si trasforma in un percorso giudiziario tortuoso, tra trasferimenti inattesi, iscrizioni contro ignoti e una richiesta di archiviazione comunicata in ritardo.

Ragusa – Una confezione di latte Parmalat Zymil acquistata in un supermercato di Vittoria, in provincia di Ragusa. Dentro, alcuni pezzi di vetro. Da questo episodio, che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime per la salute, prende le mosse una vicenda giudiziaria che oggi solleva più domande che risposte.

Laura Allegria e Filippo Contrafatto, madre e figlio residenti a Vittoria, hanno presentato formale denuncia contro Parmalat S.p.A. nel luglio 2025, rivolgendosi alla Procura della Repubblica di Ragusa, il tribunale territorialmente competente per i fatti accaduti nel ragusano. Una mossa logica, lineare, dovuta. Quello che è accaduto dopo, però, ha lasciato i due consumatori e il loro legale, l’avvocato Vincenza Forte del Foro di Ragusa, con una serie di interrogativi ai quali ancora non è stata data risposta.

A settembre 2025 il fascicolo viene trasferito dalla Procura di Ragusa a quella di Parma, sede storica del colosso lattiero-caseario. Il fatto che i pezzi di vetro siano stati trovati a Vittoria, che lì vivano le persone offese e che lì sia avvenuto l’acquisto, non ha evidentemente impedito lo spostamento. Perché? È la prima delle domande che lo studio legale Lipera, che affianca l’avvocato Forte in questa battaglia, ha formalizzato in un’istanza indirizzata a più autorità giudiziarie, dalla Corte Suprema di Cassazione fino alle Procure Generali di Catania e Bologna.

L’avvocato Lipera

La seconda anomalia riguarda la registrazione del procedimento. Nonostante la denuncia fosse indirizzata esplicitamente contro Parmalat S.p.A., la Procura di Parma ha iscritto il fascicolo nel registro degli atti contro ignoti, il cosiddetto Mod. 44. Una scelta che stride con la chiarezza della querela originale, in cui il soggetto denunciato era tutt’altro che ignoto.

Il colpo di scena finale arriva a novembre 2025, quando il Pm titolare del fascicolo formula richiesta di archiviazione. Una notizia che le persone offese apprendono soltanto il 20 febbraio 2026, attraverso una comunicazione PEC e solo grazie alle reiterate richieste di informazioni avanzate dal loro avvocato. Nel frattempo, il diritto di opporsi all’archiviazione rischiava di essere di fatto compromesso dalla mancata notifica.

I legali sottolineano come la vicenda non riguardi soltanto due cittadini di Vittoria. Frammenti di vetro in una confezione di latte destinata alla grande distribuzione toccano la sicurezza alimentare di tutti i consumatori italiani che quotidianamente acquistano quei prodotti. È per questo che nell’istanza si chiede anche l’intervento delle autorità gerarchicamente superiori, affinché venga fatta piena luce su una gestione del procedimento che appare, quanto meno, difficile da comprendere.

La parola passa ora alle istituzioni chiamate in causa. La risposta che arriverà dirà molto non solo su questo caso specifico ma sulla capacità del sistema di tutelare davvero chi subisce un torto.