Il giallo di Sara Pedri, ripartono le ricerche nel lago

Dopo tre anni di stop, squadre in azione in Val di Non. La sorella Emanuela: “Dobbiamo smuovere le coscienze”.

Trento – A pochi giorni dal quinto anniversario della scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa forlivese di cui si sono perse le tracce il 4 marzo 2021, le ricerche del corpo sono ufficialmente riprese nelle acque e lungo le sponde del lago di Santa Giustina. Le operazioni erano ferme dall’ottobre 2022 e sembravano destinate a non ripartire più.

La riapertura del caso sul campo, come riporta Il Corriere del Trentino, è stata possibile grazie al pressing dell’associazione Penelope, che riunisce i familiari delle persone scomparse, e al via libera della Prefettura e dell’Arma dei carabinieri. Le attività di perlustrazione sono iniziate sabato mattina, 28 febbraio, e vedono impegnati i vigili del fuoco (sia a terra sia sui gommoni) e i carabinieri.

Perché il lago? L’auto di Sara, una Volkswagen T-Roc, fu ritrovata vuota nei pressi del ponte di Mostizzolo, un dirupo tra la Val di Non e la Val di Sole. L’ipotesi degli inquirenti è che il corpo, dopo il salto nel vuoto, sia stato trascinato dalle correnti fino al bacino di Santa Giustina.

Se la giornata di oggi non dovesse dare frutti, nuovi tentativi più approfonditi sono già programmati per aprile e maggio. In quel periodo, infatti, il livello dell’acqua del lago sarà più basso, facilitando l’ispezione dei fondali e delle rive.

Emanuela Pedri, sorella di Sara, non ha mai smesso di lottare, nonostante l’epilogo processuale amaro: il primario Saverio Tateo e la vice Liliana Mereu, accusati di maltrattamenti e mobbing nel reparto di ginecologia del Santa Chiara di Trento, sono stati infatti assolti.

“Sappiamo che dopo cinque anni le speranze sono ridotte al lumicino – ha dichiarato Emanuela a Il Corriere – ma mi basterebbe ritrovare un paio di scarpe, gli occhiali o un indumento. Se non è lì, dove è? L’importante è continuare a cercare la verità“.

Emanuela Pedri con la sorella Sara

Mentre la giustizia penale ha scritto la sua parola “fine” con le assoluzioni, la famiglia Pedri cerca ora una chiusura umana, quella restituzione del corpo che permetterebbe finalmente di dare una sepoltura alla giovane dottoressa.