La Guardia di Finanza esegue il sequestro di denaro contante ritenuto di provenienza illecita nell’ambito di un’inchiesta DDA.
Firenze – La Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, avvalendosi dei militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza, ha dato esecuzione a Castelfiorentino (FI) ad un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo toscano che ha disposto, in accoglimento delle richieste avanzate, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme di denaro contante per oltre 140.000 euro nei confronti di un soggetto gravemente indiziato per il delitto di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ex art. 73 DPR 309/1990, nell’ambito di una più ampia indagine ora giunta alla fase dell’avviso di fine indagini che ha portato a ravvisare due distinte associazioni a delinquere finalizzate al traffico di sostanza stupefacenti, di molteplici gravi delitti di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ex art. 74 e 73 DPR 309/1990 oltre a vari delitti di favoreggiamento.
Più nel dettaglio, al momento della perquisizione domiciliare del 16.12.2025, l’indagato è stato trovato in possesso di una somma di denaro assolutamente rilevante (139.370 euro e 700 franchi svizzeri aventi controvalore in euro pari a € 722,93) che – per le modalità in cui si presentava, in contanti e riposto in un borsone, nonché sulla base delle tempestive ulteriori indagini di natura patrimoniale svolte dalle Fiamme Gialle – non ha trovato alcuna giustificazione se raffrontata con le sue condizioni reddituali e patrimoniali. Inoltre, l’uomo non ha saputo fornire alcuna giustificazione né alla polizia giudiziaria né all’Autorità Giudiziaria nel corso del suo interrogatorio.
Il Gip nel provvedimento di sequestro ha ravvisato gravi indizi di delitto, oltre all’ingiustificato possesso di tale somma di denaro da parte dell’indagato e alla totale sproporzione rispetto al suo reddito; si è data così una ulteriore conferma alle evidenze probatorie raccolte nel corso della meticolosa e complessa attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze-GICO con il supporto dello SCICO, che ha interessato due consorterie criminali di matrice albanese ampie, nuove ed autonome rispetto alle organizzazioni sinora conosciute, con compiti e ruoli ben definiti, con basi logistiche e operative in Toscana (province di Firenze e Siena) e canali di rifornimento in Lombardia.
L’esecuzione del sequestro preventivo di oltre € 140.000 ad un indagato giunge al termine di una complessa attività di indagine coordinata da questa Procura Distrettuale Anti-Mafia che ha permesso di dare esecuzione, tra il dicembre 2025 e lo scorso gennaio 2026, a cura del Gruppo investigazione criminalità organizzata, ad un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo toscano nei confronti complessivamente di 10 indagati (8 custodie cautelari in carcere e 2 agli arresti domiciliari), indiziati a vario titolo dei delitti di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, nr. 309 “T.U. stupefacenti”) e produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 73 D.P.R. 9 ottobre 1990, nr. 309 “T.U. stupefacenti”).
Le investigazioni economico-finanziarie svolte dal GICO hanno permesso dunque di evidenziare come l’indagato attualmente non solo non svolga alcuna attività lavorativa e che abbia percepito redditi nel biennio 2023 – 2024 per importi minimi, ma che abbia persino beneficiato della misura erogata dall’INPS finalizzata al contrasto della povertà, della diseguaglianza e dell’esclusione sociale (“Reddito di cittadinanza”).
È quindi su queste basi che il Gip del Tribunale di Firenze, riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza, la sussistenza del cd. periculum in mora e della sproporzione rispetto ai redditi dichiarati, ha disposto, ai sensi degli art. 321 cpp, 85-bis DPR 309/1990 e 240-bis c.p., il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del denaro contante, ritenuto di sicura provenienza illecita.
Nel caso di specie tale somma è da ricollegarsi all’attività prestata dall’indagato in ausilio al figlio nella detenzione e nel commercio della cocaina.