La famiglia Orfei annuncia la fine definitiva dell’uso di animali negli spettacoli, aprendo una nuova era basata solo sul talento umano.
Milano – Dopo oltre 35 anni di esibizioni sotto i riflettori delle piste circolari, la famiglia di Stefano Nones Orfei e Brigitta Boccoli ha ufficializzato una decisione che segna un punto di non ritorno nella storia del circo italiano: l’abbandono definitivo dell’uso di animali nei propri spettacoli.
La svolta, annunciata durante l’ultima esibizione di Stefano Nones Orfei come domatore a Roma, non rappresenta solo una scelta artistica, ma un atto dovuto a una coscienza collettiva ormai profondamente mutata. Sebbene giunga dopo decenni di cattività e addestramenti, questo passo sancisce il tramonto di un’era anacronistica, fondata sul dominio dell’uomo su specie selvatiche come tigri ed elefanti, per lasciare finalmente spazio a una nuova visione dell’intrattenimento basata esclusivamente sul talento umano.
LEAL accoglie con grande favore la notizia, sottolineando però come questo debba essere solo il primo passo verso una riforma strutturale del settore.
Roberto Brognano, Responsabile Maltrattamento LEAL, commenta questa significativa svolta: “La decisione della famiglia Orfei è la prova che lo sfruttamento animale non è più accettabile né eticamente né commercialmente. Ora però è necessario che le istituzioni intervengano con coraggio: non basta che i singoli scelgano di fermarsi, serve una legge nazionale che abolisca definitivamente l’uso di ogni specie nei circhi e che i finanziamenti pubblici siano destinati solo a chi valorizza l’arte acrobatica e performativa umana, garantendo nel contempo una ricollocazione dignitosa in santuari sicuri per gli animali ancora prigionieri.”
LEAL si augura che questo gesto simbolico, dia il via la chiusura definitiva della gabbia da parte di uno dei nomi più celebri del settore, dia il via a una trasformazione radicale di tutto il circo italiano. Il vero progresso si otterrà solo quando il benessere animale e la libertà saranno riconosciuti come valori incompatibili con qualsiasi forma di spettacolo itinerante.