Arrestato un cittadino albanese di ventisette anni ricercato dallo scorso gennaio dalle autorità belghe: alloggiava in incognito in un b&b.
Roma – Era ricercato a livello internazionale per traffico di droga dallo scorso gennaio, in seguito ad un mandato di cattura europeo emesso dalle Autorità Giudiziarie belghe. La sua latitanza si è interrotta nella Capitale, dove l’uomo, un cittadino albanese di ventisette anni, è stato rintracciato dalla polizia di Stato in zona Ponte di Nona.
Le indagini della Magistratura belga avevano consentito di ricostruire il ruolo chiave del latitante all’interno di un’organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo, nella veste di “organizzatore” del sodalizio criminale, orchestrava il traffico di droga, spostandosi a bordo di auto di grossa cilindrata dal Nord Europa fino a Dubai. La svolta nelle indagini è arrivata con la scoperta di un carico di 50 kg di cocaina nascosta all’interno di container arrivati al Porto di Anversa.
Da quel momento, il cittadino albanese aveva fatto perdere le sue tracce, motivo per il quale nei suoi confronti era stato emesso un provvedimento di cattura a livello europeo nel gennaio scorso, per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, per il quale è prevista la pena massima di 15 anni.
La cattura è stata resa possibile grazie alla costante attività di monitoraggio condotta dal Servizio di Cooperazione internazionale di polizia – Divisione SIRENE della Direzione Centrale della polizia Criminale insieme alla Sezione Antidroga della Squadra Mobile, tesa ad accertare la possibile presenza del latitante nella Capitale.
A chiudere il cerchio investigativo sono stati gli investigatori della Squadra Mobile che, all’esito di una meticolosa attività di indagine, hanno rintracciato il ricercato mentre si trovava in compagnia della sua fidanzata all’interno di un b&b in via Giovanni Cicali, dove alloggiava “all’ombra”, grazie al mancato inserimento nel portale “Alloggiati web” da parte del titolare della struttura, risultando, di fatto “invisibile” e non tracciabile dalle forze dell’ordine.
Accertata la sua identità, gli agenti lo hanno immediatamente associato a un istituto di pena, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della definizione della procedura di estradizione.